La figura del salame

Coppa, pancetta e salame: sapori indimenticabili e territorialità garantita, con tanto di Dop. È il biglietto da visita che la Provincia di Piacenza sta piazzando su 45 cartelloni stradali posizionati in punti strategici della città per prendere per la gola i milioni di turisti che sbarcheranno dalle nostre parti per Expo 2015.

Nemmeno l’ombra della polemica «dialetto sì - dialetto no», che invece pare appassionare da qualche decennio le amministrazioni della Bergamasca.

Quella per i cartelli non è polemica inutile, perché inutili non sono i cartelli, non fosse altro perché quotidianamente, ad ogni ora del giorno e della notte, danno forza a quello che i pubblicitari chiamano «brand territoriale».

Tenendo conto che Expo ci passa in soggiorno e che rischiamo di far assurgere ad icone lombarde il Seveso in piena e i treni scalcinati, forse è il caso di darsi da fare. I cartelli esigono semplicemente sforzo creativo: costano poco e possono rendere molto. Perché non immaginare agli ingressi di Bergamo un panorama di Città Alta o una tela di Palma il Vecchio?

E, per estensione, perché non rinominare (sull’autostrada più trafficata d’Europa…) un paio di caselli, magari «Dalmine Val Brembana», preceduto da un cartellone con mele e polenta taragna, oppure un «Seriate Val Seriana» preceduto dall’immagine dello Spinato di Gandino?

Qualcuno calcola quanto valgono in contatti e appeal i cartelli che, fra le verdeggianti colline di Scanzo, ricordano «la zona di produzione del Moscato»? Milioni di persone conoscono Rovato o Arluno solo per il casello dell’autostrada. Facciamo fare anche a Bergamo…la figura del salame.

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