Un libro per guarire

Un libro per guarire

Chi non sognerebbe di scrivere un libro da un milione di dollari? Negli Stati Uniti, dove talvolta queste favole si avverano (e non solo al cinema) c’è riuscito anche un bambino di otto anni.

Dylan Siegel proprio una settimana fa ha raggiunto il traguardo milionario con le royalties e ha potuto donare tutto, fino all’ultimo centesimo, allo Shands Children Hospital della Florida.

Già, perché il ragazzino aveva il segreto vincente nella motivazione: aiutare a sopravvivere il suo migliore amico. Storia di Natale in anticipo, la vicenda di Dylan e di Jonah sta facendo il giro del mondo.

Inseparabili fin dai tempi dell’asilo, divisi da una malattia terribile: glicogenosi tipo 1B, una rara patologia metabolica che impedisce al corpo di utilizzare i propri depositi di zuccheri. L’effetto è angosciante: per correggere il difetto dell’enzima il malato deve ingerire liquidi 12 volte al giorno attraverso un tubo nello stomaco. E se salta un pasto rischia di entrare in coma.

Vista la sofferenza di Jonah, il piccolo Dylan ha deciso di dargli una mano. E dopo avere passato l’estate a vendere bibite all’angolo del quartiere, ha cominciato a scrivere della loro amicizia, dei giochi perduti dall’inizio della malattia, delle lunghe malinconie da assenza del compagno preferito.

Titolo «Chocolate bar» perchè l’amicizia è stupenda come una tavoletta di cioccolata. Due anni dopo, attraverso il porta a porta, quella testimonianza d’amicizia è stata acquistata e letta in tutta l’America e in 42 Paesi del mondo. Ed ora la ricerca per salvare Jonah ha finanziamenti sufficienti per accelerare il lavoro. Come sono semplici i sogni dei bambini, imitiamoli più spesso.


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