Vigili in multa

Vigili in multa

Otello Celletti li avrebbe multati. L’incorruttibile vigile romano che - col volto di Alberto Sordi - ha fatto diventare famosi nel mondo i pizzardoni, si sarebbe dissociato con una smorfia di disgusto dallo scandalo dell’ultimo dell’anno.

Dovevano essere in servizio in 900 invece erano in 165; gli altri in malattia o a farsi prelevare il sangue, quindi in permesso automatico. La faccenda ha scatenato un pandemonio anche perché proprio in questi giorni la politica è impegnata in un braccio di ferro molto rumoroso sull’equiparazione più o meno corretta dei dipendenti pubblici a quelli privati, soprattutto per la licenziabilità.

E i vigili romani, evidentemente concentrati sul loro San Silvestro privato, si sono esposti a una figuraccia davanti all’intero Paese marcando visita per l’83%. Percentuale clamorosa davanti alla quale la flebile difesa d’ufficio dei sindacati («Non bisogna generalizzare») diventa umorismo involontario.

Il governo di centrosinistra ha alzato la voce, l’opposizione di centrodestra tende a sorvolare sui fatti e a incolpare il sindaco Marino, che da parte sua ha aperto un’inchiesta. E la procura di Roma farà certamente altrettanto, con esiti neppure scontati. Ora è partita la caccia ai colpevoli e ai medici compiacenti (qualcuno li avrà firmati, i certificati).

Chi ha fatto il furbo potrebbe passare un quarto d’ora da automobilista in infrazione. E chi era veramente a casa con 38 di febbre rischia pure la beffa d’un procedimento ingiusto. L’ingloriosa vicenda avrà certamente code chiarificatrici, ma per ora ci ha dato una solare certezza. Poiché l’ultima notte dell’anno, con tanto di feste nelle piazze, a Roma tutto è filato liscio, quei vigili assenti neppure servono. Che si fa, si concilia?


giorgio.gandola
Giorgio Gandola Direttore de L'Eco di Bergamo

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