Grandi traguardi? L’Atalanta ha tempo

Grandi traguardi?
L’Atalanta ha tempo

Delusi per l’opportunità sprecata o contenti per il gran secondo tempo, da GaspAtalanta doc? Teniamoci una punta di rammarico ma gustiamoci il bicchiere mezzo pieno. Ha detto bene in settimana il nuovo arrivato Gollini: qui c’è un gruppo fantastico che gioca sempre a calcio e non ha paura di nessuno. Intorpiditi e un po’ distratti fino al gol di Iago Falque, i nerazzurri non sono mai andati in bambola ma con il trascorrere dei minuti sono entrati in partita, aggredendola impetuosamente dopo il riposo.

Alla fine il pareggio è un risultato che va stretto a fronte delle tante palle-gol fallite nella ripresa (Kurtic deve raddrizzare la mira però è buon segno che si sia fatto sempre trovare nel vivo dell’azione), ma prendiamo per buono un punto raccolto nello stadio del Torino (che davanti al proprio pubblico concede poco a chiunque) e in rimonta. Vale pur sempre il mantenimento del sesto posto ma avendo accorciato a -1 dalla Lazio e allungato a +2 sul Milan.

La classifica è importante per il sogno europeo, ma la conferma della qualità, dell’alto livello del gioco espresso dagli uomini di Gasperini è un obiettivo ancora una volta centrato. E anche senza guardare la graduatoria di serie A (così è più facile), in casa dei granata l’Atalanta ha dimostrato di essere più forte, una squadra superiore. Bello, poi, che ai punti abbia vinto il derby bergamasco con il Gallo Belotti, ben imbrigliato dalla difesa nerazzurra, mentre in attacco è andato a segno Petagna. Se il traguardo dell’Atalanta è ancora lontano quasi tutto il girone di ritorno, quello di Sofia Goggia sembra molto vicino. Incombono i Mondiali di St. Moritz e la sciatrice di Bergamo ha colto in Coppa del Mondo un doppio secondo posto in due giorni per una manciata di centesimi. Il fiato sul collo delle avversarie, Sofia ha fatto le prove generali per quel balzo sul primo gradino del podio che potrebbe arrivare proprio nella rassegna iridata: sarebbe uno spettacolo, il risarcimento perfetto, dopo argenti e bronzi, con quella vittoria che Goggia insegue caparbiamente, e sfiora, dall’inizio della stagione. Se lo meriterebbe. Le ultime righe lasciatecele per la standing ovation a Federer. Lui è il tennis e a 35 anni suonati lo ha dimostrato ancora battendo Nadal nella finale degli Australian Open.


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