L’Europa alle porte e il premio del Giro
ci regalano sorrisi

SPORT. Alla fine sarà Europa. Quale lo capiremo in queste ultime settimane di campionato ma aver blindato come minimo il settimo posto in classifica (per ora l’Atalanta è comunque sesta, in attesa del posticipo di stasera della Roma, dietro i nerazzurri a -2) è un traguardo da applaudire perché non era scontato al via della stagione.

È vero, un biglietto per tornare sulla scena continentale era il vero obiettivo iniziale, centrarlo significa missione compiuta.

Le combinazioni per la certezza matematica dicono di aspettare innanzitutto mercoledì, giorno della finale di Coppa Italia: se vincerà l’Inter e non la Fiorentina, Europa sicura al cento per cento. Ma già oggi la Corte federale d’appello ridefinirà la sanzione da infliggere alla Juve in merito al caso plusvalenze: i bianconeri verranno nuovamente penalizzati, non di 15 punti ma abbastanza da escluderli dalla zona Europa. È piuttosto improbabile che in questo quadro all’Atalanta sfugga la qualificazione a un torneo continentale, nonostante sul campo l’attendano impegni insidiosi come la trasferta a San Siro di sabato contro l’Inter, che però sarà reduce dalla finale di Coppa Italia e prevedibilmente più affaticata, e poi l’ultima di campionato contro il Monza, autentica rivelazione della Serie A, squadra in grado di mettere in difficoltà chiunque (ha battuto anche la capolista Napoli, come noto).

Tornando per un attimo all’Inter, sono giuste e pienamente condivisibili le proteste dei milanesi: l’amministratore delegato Beppe Marotta ha dichiarato che «è incomprensibile aver anticipato a sabato una partita che si sarebbe potuta giocare perfino lunedì. Così si mette a rischio l’incolumità dei calciatori». Comandano le tv e non è solo questione di rischio infortuni: va a remengo la contemporaneità, che dovrebbe essere sacra almeno nelle ultime due giornate là dove si giocano partite in cui siano in ballo gli stessi obiettivi. Che fastidio, per usare un eufemismo.

Uscendo dal campo e montando in sella, un altro sorriso a Bergamo l’ha regalato il Giro d’Italia: un arrivo qui sotto le Mura è sempre un meritato premio a una terra che storicamente nello sport vive tantissimo di ciclismo e non di solo pallone.

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