Ecco «Ciao Cielo»
tra temporali e poesia

I soffioni, in copertina, superano in altezza la casetta di campagna fatta di tronchi di legno, il filo con i panni stesi, la bambina che salta la corda sul prato.

Questo perché «Ciao Cielo» di Dianne White e Beth Krommes (Il Castoro), con la traduzione poetica di Bruno Tognolini, sceglie un punto di vista che dal basso punta al cielo, osservandolo con gli occhi della natura. È una bella giornata di sole, lassù in alto ci sono «Nuvole al burro, vento di velo, zucchero azzurro, su bianco di cielo». Una bambina gioca saltando la corda, la mamma intanto stende il bucato.

All’improvviso, però, come spesso capita d’estate, il tempo cambia: «Nuvole arrivano, vento si arrabbia, freddo da brivido». Scoppia un temporale: «Giù tuoni, giù lampi, giù pioggia su pioggia». Si accendono le luci, la bimba si nasconde nella sua camera: più che impaurita, però, è colpita dall’energia del cielo burrascoso, dalla furia della pioggia, mentre in casa, nella stalla, nel porcile, tutti sono quieti e al riparo. Poi, pian piano, tutto finisce: i colori cambiano, torna il sole, illumina e riscalda tutto, la notte si tinge d’argento e di quiete («Oro su nero, notte d’argento»). «Ciao Cielo» è un albo illustrato pieno d’emozione, il racconto di una giornata scandito dal ritmo fluido e delicato delle parole: particolarmente azzeccata l’idea di una traduzione d’autore, che conserva ed esalta la musicalità e la raffinatezza del testo originale.

Il valore aggiunto è dato dalle illustrazioni di Beth Krommes, vincitrice nel 2009 della Caldecott Medal (per l’albo «The House in the Night», con Susan Marie Swanson). La Krommes unisce la tecnica dell’acquerello a quella dell’incisione con «scrapeboard», gioca con la luce e con le forme, crea movimento con il nero che percorre sottilmente le tavole, che per il resto sembrano «in posa», compone l’istantanea di un momento speciale, tracciata con un segno accuratissimo, con atmosfere suggestive, serene e coinvolgenti.

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