Venerdì 23 Maggio 2014

Settimana mondiale tiroide

Sabato incontro aperto a tutti

Visita alla tiroide

In occasione della Settimana mondiale della tiroide, l’ospedale Papa Giovanni XXIII organizza per sabato 24 maggio alle 10 nell’Aula 5 dell’area della Formazione (ingresso 55, piano terra) un incontro aperto a tutti e dedicato ai noduli tiroidei. Relatore sarà l’endocrinologo Leone Ferrari, che, raccogliendo l’invito dell’Associazione Italiana della Tiroide, approfondirà temi come la frequenza della patologia, le tecniche di diagnosi, la terapia e le strategie di prevenzione.

«Solo una piccolissima parte dei noduli tiroidei si rivelano dei tumori – spiega Leone Ferrari -. La diffusione dell’ecografia come mezzo diagnostico strumentale e la frequente esecuzione di esami per lo studio delle carotidi (eco-color doppler carotideo) hanno però aumentato il riscontro occasionale di patologie nodulari della tiroide, soprattutto nel sesso femminile e con l’avanzare dell’età. La grande maggioranza dei noduli però non sono delle neoplasie maligne e non determinano alterazioni funzionali della tiroide. È compito del medico di medicina generale, coadiuvato dallo specialista, valutare le caratteristiche del nodulo acquisendo notizie sulla storia clinica ed eseguendo i più opportuni esami clinici, ematologici e strumentali, compreso l’eventuale agoaspirato».

In generale in Italia le malattie della tiroide sono molto frequenti e si stima che colpiscano il 10% della popolazione . Oltre al gozzo, cioè l’ingrossamento della tiroide, frequenti sono anche le condizioni di alterata funzionalità: l’ipotiroidismo, cioè la ridotta produzione di ormoni tiroidei, che causa stanchezza, aumento di peso, rallentamento delle funzioni cognitive, difficoltà di concentrazione e alternazioni cardiovascolari, e l’ ipertiroidismo, cioè l’eccessiva produzione di ormoni tiroidei, che può indurre tachicardia, calo ponderale, intolleranza al caldo ed eccessiva sudorazione, agitazione, ipereccitabilità e insonnia.

Le cause possono essere molto diverse: dall’aumentare dell’età alla presenza di malattie croniche pre-esistenti fino a una reazione autoimmune. Ma spesso all’origine di una malattia alla tiroide c’ è una più banale carenza nutrizionale di iodio, che è il costituente fondamentale degli ormoni tiroidei. Lo iodio si trova nel pesce, nei crostacei e nel latte, ma con la comune alimentazione è difficile introdurre una quantità sufficiente a soddisfare il fabbisogno giornaliero richiesto per garantire la normale funzione tiroidea.

«La soluzione è quella di introdurre più iodio con l’alimentazione utilizzando il sale fortificato con iodio – prosegue Leone Ferrari -. In particolare durante la gravidanza e l’allattamento, quando il fabbisogno aumenta del 20%, perché gli ormoni tiroidei prodotti dalla mamma concorrono anche al corretto sviluppo del bambino e del suo sistema nervoso».

La Settimana mondiale della tiroide si celebra dal 19 al 25 maggio: scopo della manifestazione è sensibilizzare l’opinione pubblica e il mondo scientifico sui crescenti problemi legati alle malattie della tiroide. La partecipazione all’evento è libera e gratuita fino ad esaurimento dei posti disponibili.

© riproduzione riservata