Tumore al colon  Fibre, frutta e verdure proteggono l’intestino
Orlando Goletti

Tumore al colon

Fibre, frutta e verdure proteggono l’intestino

Tra i tumori, quelli del colon-retto e della mammella sono anche definiti «tumori del benessere», perché molto legati allo stile di vita e alla dieta. Un fatto che fa riflettere sull’importanza della prevenzione e di vivere bene per stare in salute. Del tumore al colon-retto parliamo con Orlando Goletti, responsabile della Chirurgia Generale di Humanitas Gavazzeni.

Gli ultimi dati di questa patologia nella provincia di Bergamo (fonte Ats) tra il 2007 e il 2012 parlano dell’ 11,4% di incidenza tra gli uomini con 2.440 casi, e 11,8% tra le donne con 2.082 casi. In Lombardia i casi sono 8.300 all’anno.

Professor Goletti, quali sono i dati a livello italiano?
«Nel nostro Paese, sono circa 51.300 i nuovi casi ogni anno del tumore del colon-retto, con un’incidenza che a livello nazionale si è progressivamente ridotta dopo l’introduzione degli screening. Il dato positivo è la progressiva diminuzione della mortalità: due pazienti su tre guariscono».

Questo tumore nasce maligno o ha un’evoluzione?
«Nella maggioranza dei casi il tumore è preceduto dalla comparsa di un polipo benigno, che impiega anni per trasformarsi in tumore maligno. Ciò significa che c’è tempo per trattarlo».

La diagnosi può essere aiutata dallo screening?
«Assolutamente sì. Il programma di screening del tumore al colon-retto è attivo in Italia per persone tra i 50 e i 70 anni di età, ogni 2 anni. Si tratta dell’esame di ricerca del sangue occulto nelle feci. Dobbiamo sfatare la credenza che non funzioni: i moderni test immuno-chimici hanno una buona sensibilità e specificità».

Cosa bisogna fare se si vede sangue nelle feci?
«Non sottovalutarlo e non autodiagnosticarsi emorroidi o ragadi. È opportuna una visita e possibilmente un esame specifico».

Se viene diagnosticato un polipo?
«È generalmente possibile rimuoverlo in endoscopia durante la colonscopia stessa».

E se invece viene diagnosticato un tumore?
«Inizia un percorso diverso, con un inquadramento multidisciplinare che valuta il singolo caso: non è detto che la chirurgia in prima istanza sia il trattamento più idoneo. La persona potrebbe beneficiare di chemioterapia o radioterapia prima dell’intervento».

Come sono gli interventi chirurgici per rimuovere questo tumore?
«Gli interventi chirurgici sempre meno invasivi. L’intervento di resezione dell’intestino può essere eseguito in laparoscopia, ovvero facendo solo piccole incisioni. La percentuale di stomie definitive si è oggi ridotta, grazie anche all’associazione del trattamento chirurgico ad altri trattamenti».

Nel caso in cui ci siano delle metastasi, che speranze ci sono?
«I trattamenti si sono evoluti negli ultimi anni. Abbiamo a disposizione farmaci mirati da usare dopo gli esami e dopo gli interventi. Anche in presenza di metastasi si può mettere in campo una terapia su più fronti e arrivare a risultati impensabili fino a qualche anno fa».

La dieta influenza lo sviluppo del cancro del colon?
«Sì, la dieta influenza lo sviluppo del cancro al colon, ad eccezione delle forme genetiche. Una dieta ricca di carni rosse e insaccati, farine e zuccheri raffinati, il sovrappeso, il fumo e l’alcol favoriscono lo sviluppo di questo tipo di tumore mentre una dieta ricca in fibre, frutta, verdura e carboidrati non raffinati può ridurne il rischio».


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