Immigrati, storie e volti
davanti alla crisi

Cristina, Ya, Maria, Nosheen, Rachid, Dorie, Galia, Yacine, Kevin: volti, persone, non numeri. Di questi tempi, non è così scontato: è una scelta di campo precisa quella del progetto «La forza delle persone per andare oltre la crisi» condotto dall’Agenzia per l’integrazione di Bergamo con il sostegno della Fondazione Comunità Bergamasca.

Sono arrivati i rifugiati: moltissimi. Alla tv i barconi, i naufragi, i morti. Gli uomini scalzi in cammino attraverso l’Europa, sorretti soltanto dalla speranza. Si sono alzati i toni del dibattito, si sono scatenate la paura e la confusione, spesso a danno di processi delicati già in atto: c’è chi da anni lavora per far crescere la cultura dell’accoglienza e dell’incontro tra culture diverse, e si ritrova ora, per molti versi, a ricominciare da capo.

Chiarisce Eugenio Torrese, direttore dell’Agenzia: «Già con il Barometro del 2013 (uno strumento che rileva la percezione e la comunicazione dei temi legati all’immigrazione e all’integrazione, ndr) abbiamo iniziato a vedere che c’era in atto un calo significativo di iniziative pubbliche sulle politiche migratorie a fronte di una crisi permanente. Molti hanno dimostrato però di avere la capacità di cambiare il proprio progetto di vita, di provare un’altra strada usando al massimo le proprie conoscenze e competenze».

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