Il centrodestra che fu Ora comanda la Lega

Il centrodestra che fu
Ora comanda la Lega

Analisi a caldo del voto amministrativo, con il Carroccio che domina, Forza Italia alla canna del gas e il centrosinistra che lascia 4 Comuni sul campo.

Abbiamo perso Forza Italia. A livello nazionale e pure locale. E a chi, facendo improbabili paragoni con qualsiasi tipo di elezioni (condominiali comprese) arriverà a sostenere che poteva andare peggio, l’invito è quello di essere franco. Con la effe minuscola. Perché a livello locale sarebbe troppo facile dare la colpa di questa debacle al neo segretario provinciale , quello con la effe maiuscola. Paolo Franco ha ereditato un partito discretamente allo sbando a tutti i livelli, dal nazionale in giù, che finora ha retto per un pizzico di buona sorte. Se con la esse maiuscola o minuscola, fate voi.

Comunque la si voglia vedere, l’atavica contesa interna al centrodestra a livello nazionale e locale ha un chiaro vincitore: la Lega di Matteo Salvini. Laddove il centrodestra si presenta unito in formazione classica,corre in prima fila: come a Milano, o comunque a Bologna. E corre per vincere. Se invece si comincia ad andare in ordine sparso a cercare improbabili alchimie, il risultato è quello di Roma e Torino. Idem nella Bergamasca: il Carroccio lascia sì sul campo Cologno al Serio dopo 19 anni (ma ha fatto di tutto per farsi del male, piscine in primis...) ma riconquista Alzano Lombardo e Ardesio, porta a casa Almè e con liste civiche Verdellino e Castione (qui anche con Forza Italia), si riconferma a Chiuduno, Palazzago e Ponte San Pietro. Dove la vittoria di Zirafa conferma ciò che già si sapeva: nessun ex leghista vince contro la Lega, anche se è il sindaco uscente, nella fattispecie Valerio Baraldi.

Se i grillini fanno gran bene a Roma e Torino, nella Bergamasca siamo a livelli da non pervenuti. Molto virtuali, ma i voti alla fine si contano o si pesano. Il centrosinistra, dal canto suo, conferma molti suoi sindaci, conquista Cologno al Serio ma lascia sul campo Almè, Ardesio, Alzano Lombardo e Verdellino: fa bene a Caravaggio ma è un po’ sotto le aspettative a Treviglio. Ce la farà Molteni a superare Imeri partendo staccato di 10 punti? Difficile, anche perché sul tavolo ci sono i voti di Pignatelli, ovvero di quella Forza Italia che ha rotto con il centrodestra (e l’ex sindaco Pezzoni) al punto da non appoggiare Imeri nella corsa a primo cittadino. E se magari non tutti torneranno a Canossa, improbabile che possano appoggiare Molteni.

E qui si torna agli azzurri, sostanzialmente fuori dai giochi proprio in quella Bassa da sempre feudo dell’ex segretario e ora assessore regionale Alessandro Sorte. A Caravaggio e Treviglio la testa del treno è ora saldamente in mano alla Lega: Forza Italia può decidere se fare il tender della locomotiva e magari giocare a sentirsi un po’ ago della bilancia, ma al di là degli equilibri(smi) di facciata è difficile che il suo elettorato appoggi un candidato di centrosinistra.Si tornerà al tavolo, obtorto collo, a cercare una quadra necessaria forse più agli azzurri che ai verdi padani, ma l’impressione è che il centrodestra così come eravamo abituati a considerarlo, ovvero l’eterna corsa e rincorsa tra Carroccio e Forza Italia, non ci sia più. Ora comanda la Lega.


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