Se cade la linea
dei piccoli Comuni

Diciamocelo francamente: la cabina di Moio può anche essere rimossa, non cascherebbe il mondo. A cadere sarebbe però la «linea», il debole argine dei comuni di montagna a difesa di servizi e opportunità.

Se cade la linea dei piccoli Comuni

La memorabile battaglia per la cabina del piccolo centro dell’Alta Val Brembana è stata, nel 2010, qualcosa di più della romantica battaglia di un sindaco-Don Chisciotte. È diventata la cassa di risonanza (“il telefono, la tua voce”…) di comunità che a dispetto dei numeri e dell’evidenza presidiano il territorio, ogni giorno.

Eh sì, perché i numeri non sono solo telefonici. Se per quelli «evidenti» (come dice Telecom) di scarso traffico una cabina si può rimuovere, per dati altrettanto “evidenti” è normale chiudere il Punto Nascita a San Giovanni Bianco, diventa ovvio fondere i Comuni, accorpare le scuole, chiudere gli sportelli e magari anche bar e negozi. In tutta l’Alta Valle vivono al più sei-settemila persone: ristrutturiamo città la caserma Montelungo e portiamo tutti nel pieno delle comodità.

La cabina-simbolo di Moio pone invece un dubbio sacrosanto: se prendessimo la direzione contraria? Non certo per moltiplicare le spese (averne di politici con l’oculatezza dei sindaci delle nostre Valli), ma per mantenere allo Stato il ruolo di garante. Dove i numeri sono «evidenti» in senso positivo, prima dello Stato arrivano i privati, che si contendono palmo a palmo in città gli spazi per le antenne cellulari e i relativi introiti commerciali. Moio è invece il simbolo di quei luoghi che Dio non ha dimenticato, ma benedetto. Qui la differenza non la fanno le cifre o le statistiche, ma le persone. La qualità non è quella del segnale telefonico o televisivo, ma quella dei rapporti umani, della timida inarrivabile umiltà di chi non chiede ma addirittura dà. Guardando semplicemente numeri e tabulati non varrebbe la pena portare la posta nelle contrade più sperdute, non ci sarebbe scopo di pagare pensioni nei minuscoli uffici postali aperti a giorni alterni. Non serve, ci sono internet e il tempo reale al computer.

A ben guardare non servirebbero nemmeno i milioni di euro che mancano (qui ai numeri vogliamo dare una controllatina?) per completare l’attesa variante di Zogno. Perché a forza di guardare numeri e soltanto numeri nessuno si accorge che si obbligano i giovani e le famiglie a scendere a Valle, non i turisti a risalirla. Prima o poi, capiterà però che sui tabulati cittadini pieni di statistiche e piani di razionalizzazione si abbatteranno una piena del Brembo o un po’ di fango della Val Brembilla. Perché di questo passo a scendere potrebbe essere, letteralmente, una Valle intera, senza più guardiani. La cabina di Moio è un simbolo: difendiamola, perché ammainare una bandiera è il primo passo per correre verso la disfatta.

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