Moio de’ Calvi, addio vecchia cabina
Nel 2010 fece discutere tutta Italia

Questa volta Telecom ha addirittura giocato d’anticipo, affiggendo l’avviso di rimozione cinque giorni prima della data certificata sullo stesso. Per la terza volta in quattro anni la cabina telefonica di Moio de’ Calvi è stata inclusa nel piano che impegna Telecom alla rimozione delle cabine che non garantiscono una soglia minima di utilizzo.

Moio de’ Calvi, addio vecchia cabina Nel 2010 fece discutere tutta Italia

Quella di Moio non è una cabina qualsiasi: nel 2010 l’opposizione alla rimozione portata avanti dal Comune (allora guidato dallo storico sindaco Davide Calvi) aveva fatto giurisprudenza. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (cui tutti i cittadini possono inviare opposizione alle rimozioni, all’indirizzo mail [email protected]) aveva accolto i rilievi moiesi, segnalando l’assenza di un posto pubblico alternativo a breve distanza e la carenza in zona del segnale radiomobile. Motivazione addirittura replicate in fotocopia nel 2012, quando ad un nuovo avviso aveva fatto seguito una nuova opposizione e un nuovo pronunciamento a favore della permanenza a Moio della cabina.

Questa volta il destino pare segnato, stando alle parole del sindaco Paolo Agape che ritiene di non dar corso ad una nuova mail di opposizione. «Non vale la pena di stracciarsi le vesti – spiega il primo cittadino, eletto la scorsa primavera in una lista civica – dato che le motivazioni addotte da Telecom sono reali e fondate. Non riscontriamo un danno reale per la popolazione e nemmeno per i villeggianti». In effetti i cellulari non mancano certo nemmeno a Moio, se è vero come è vero che l’Italia è al primo posto in Europa per diffusione di dispositivi telefonici portatili. Il segnale, non ottimale, è comunque presente e i dati Telecom certificano lo scarso numero di chiamate generato dalla cabina posta in piazza IV Novembre, a pochi passi dall’ex Asilo che ospita l’unico negozio, la Biblioteca, il centro sportivo e la sede dell’Associazione Frutticoltori.

Quella per la cabina è stata però una vera e propria battaglia culturale, che nel 2010 ha acceso su Moio i riflettori delle testate giornalistiche e televisive di tutta Italia. Firme prestigiose hanno scomodato l’amarcord del “ma quanto mi ami” (come ripeteva un ossessivo spot degli anni ’80) e dei gettoni, altri la necessità di avere un occhio di riguardo per la montagna e per un servizio che in casi di emergenza può avere una residua utilità. Per lanciare un’ultima opposizione (all’email di cui sopra) c’è tempo sino al prossimo 22 gennaio: la legge stabilisce infatti un termine di trenta giorni dall’affissione dell’avviso, datato 22 dicembre. In caso contrario, dopo ulteriori trenta giorni (quindi il 22 febbraio) la cabina verrà definitivamente rimossa.

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