Domenica 28 Febbraio 2010

Peccato. Se l'Atalanta avesse
giocato così contro il Chievo...

Solo il contagioso cuore da super tifoso avrebbe sentenziato, alla vigilia, un risultato positivo a Milano. Razionalmente, invece, la sconfitta contro i rossoneri ci stava e ci sta tutta pure a gara terminata. Certo, fin quasi alla mezz'ora, prima cioè del gol iniziale di Pato, i nerazzurri avevano tenuto bene il campo: merito di un approccio all'improponibile sfida più che positivo.

Ci si fosse comportati in tal modo domenica scorsa con il Chievo molto probabilmente avremmo una graduatoria non così precaria. Poi, però, la differenza in qualità ed esperienza degli avversari ha preso, inesorabilmente, il sopravvento e per l' Atalanta sono stati autentici e insanabili dolori.

D'altro canto, ci si può difendere, come hanno fatto a tratti i nerazzurri, dignitosamente, e creare qualche buona giocata dal centrocampo in avanti. Ma se, poi, in fase risolutiva non c'è ombra di zampate vincenti perché mai cullare sogni proibiti?

Del resto l'euro gol di Valdes è l' equivalente di una prodezza esclusivamente personale e non di un'azione corale o di schemi escogitati a Zingonia. C'è chi non manca di sostenere che, a riguardo della zona d'attacco l'aver schierato il solo Trabocchi, contro la squadra di mister Leonardo, come punta di ruolo, sia stata una mossa tattica del tutto errata.

Manca la controprova come nel caso dell'utilizzo a tempo pieno di capitan Doni. Inutile soffermarsi ulteriormente sulla gara di San Siro, meglio archiviarla e proiettarsi sin dalla ripresa degli allenamenti della settimana sull'impegno casalingo di domenica 7 marzo contro l' Udinese.

Si perché quella sarà partita realisticamente molto-molto importante (non la riteniamo, tuttavia, fondamentale) per continuare a rimanere aggrappati all' obiettivo salvezza. E, per non correre il rischio di dover gettare in anticipo la classica spugna, sarà d'obbligo incamerare l'intera posta in palio. In altra parole non ci si potrà accontentare della suddivisione dei punti.

Arturo Zambaldo

r.clemente

© riproduzione riservata