Giovedì 01 Aprile 2010

Nedo Sonetti, «il recordman»
A Vicenza la sua 21ª panchina

E magari c'era anche chi pensava di trovarlo in fila alla posta, a ritirare la pensione. O ai giardinetti di Gorle a leggersi il giornale al sole di primavera.
Poverini. Nedo Sonetti in pensione non andrà mai, perché se il telefonino suona, e dall'altra parte c'è un presidente che offre una panchina, lui prende a va. All'alba dei 69 anni suonati: il richiamo del campo è troppo forte.

Dev'essere andata così anche tra sabato e domenica, quando l'hanno chiamato dal Vicenza. «Mister, qui si rischia di andare a fondo». E siccome nessuno sa traghettare meglio di lui, via, direzione Vicenza.
Ventunesima panchina in carriera. Chissà se lo sa, ma questa è una panchina da record. È la sua 21ª squadra. Nessuno, almeno tra i professionisti contemporanei, può vantare tanti ingaggi in carriera.

Perché Edy Reja, arrivando alla Lazio, l'aveva superato. Sonetti 20, Reja 21. Ma adesso, zac: il Sor Nedo, toscanaccio adottato da Bergamo, è un gradino più in alto. Il pareggio, 21-21, è solo apparente. Perché mentre Reja conta 21 squadre per 21 contratti, Sonetti conta 21 squadre ma 25 contratti, essendo stato due volte alla guida di Brescia, Cagliari, Ascoli e Lecce.

Squadre che si aggiungono a Viareggio, Casertana, Spezia, Cosenza, Sambenedettese, Atalanta, Udinese, Avellino, Bologna, Monza, Torino, Cremonese, Salernitana, Palermo, Ancona, Catania e Vicenza. Un carriera intramontabile: quella di domani sera con il Modena sarà la sua 982ª panchina, considerando solo le partite di campionato. Una carriera variopinta, quella del Nedo. Sette promozioni: col Cosenza dalla C2 alla C1, con la Sambenedettese dalla C1 alla B. Dalla B alla A con Atalanta, Udinese, Ascoli, Lecce e Brescia. Sei le retrocessioni: dalla C alla D con la Casertana, dalla A alla B con Atalanta, Lecce e Ascoli, dalla B alla C1 con Monza e Cremonese.

In mezzo, specie dal 2000 in poi, una miriade di subentri, e anche qualche disavventura. Ma gira e rigira, dal 1974 a oggi, il Nedo una panchina la trova sempre. Chissà quante ne potrebbe raccontare, ai coetanei radunati ai giardini di Gorle. «Ricordo, quella volta...». Ma poi suona il telefono, e lui parte. Dall'altra parte c'era un presidente con una panchina. Quelle dei giardinetti possono attendere, sempre.

Roberto Belingheri

a.ceresoli

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