Giovedì 09 Settembre 2010

Lemaitre, la freccia bianca
ha radici bergamasche

Banditi i giochi elettronici, messo in soffitta il pallone, da qualche giorno il passatempo preferito dai bambini di Frerola (frazione di Algua) è diventata la corsa. Senso di emulazione, ma anche questione di Dna: in Val Serina dispongono di geni del tutto particolari, gli stessi dell'uomo bianco più veloce di sempre.

Vent'anni, passaporto francese, di Christophe Lemaitre si sa tutto o quasi. È il primo sprinter non di colore capace di abbattere il muro dei 10 secondi (9”97, migliorato giusto una settimana fa). L'unico atleta in grado di vincere tre medaglie d'oro in una sola edizione di un Campionato europeo (100, 200 e staffetta 4x100 di Barcellona). Meno note sono invece le sue origini, che trovano radici (anche) nel verde della Val Serina: da lì proviene il nonno materno, e trae origine quella tenacia tipicamente bergamasca necessaria per compiere grandi imprese.

A Frerola, 122 abitanti, quando la notizia s'è sparsa tutti hanno iniziato a attingere volti, nomi e aneddoti dal pozzo della memoria. Et voilà, con l'aiuto dell'ufficio anagrafico del comune di Algua, delle dritte del Bar Marianna, e di un po' di fortuna ecco ricomposto il puzzle. I fortunati vincitori di un posto nell'albero genealogico vicino al talento emergente dell'atletica mondiale si chiamano Olimpia (vive in paese), Filomena (di Bergamo) e Giacomo (abita a Ponteranica).

Di cognome fanno tutti Micheli, come Marie Thérèse , la mamma di Lemaitre. Com'è possibile? Passo indietro, attorno agli anni 40: Giuseppe e Lorenzo (nonno Lemaitre), rimasti orfani di padre (Bortolo, caduto in guerra) partono da Bergamo per la Francia, in cerca di fortuna. Oltralpe Lorenzo trova casa (a Tolosa) lavoro (come droghiere) e amore (la romagnola Anna Negri) da cui avrà quattro figlie.

La terza è proprio Marie Thérèse: «Nemmeno noi eravamo a conoscenza di una parentela così eccellente - dice Giacomo Micheli a nome della famiglia -. L'ultima volta che abbiamo visto le nostre cugine è stato negli anni '70, quando tornavano per le vacanze. I nostri nipotini? Quando ne avremo, il primo regalo sarà un paio di scarpette da ginnastica. Se è vero che buon sangue non mente…».

Lemaitre reindosserà sul serio le scarpette chiodate questa sera alla notturna di Milano (in gara sui 400 anche Marco Francesco Vistalli) e chissà che la vicinanza della gara non invogli la famiglia Micheli a imboccare la A4 e a dare vita a un «Carramba che sorpresa» in salsa orobica.

In attesa che un giorno proprio Cristophe torni da queste parti per pregare sulla tomba del bisnonno (sepolto nel cimitero di Frerola) e scoprire da dove è iniziata la sua storia: «Se capitasse sul serio nominarlo cittadino onorario sarebbe il minimo - dice con entusiasmo il sindaco di Algua, Bruno Cimarra - e magari sarebbe l'occasione per pensare qualcosa di nuovo per invogliare i nostri ragazzi a fare atletica». Loro sono già pronti ai blocchi di partenza. Potere di geni ed emulazione, lo sport nazionale di Frerola è diventata la corsa.
 Luca Persico

m.sanfilippo

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