Lunedì 05 Settembre 2011

Come giocherà l'Atalanta?
Ecco tutte le possibili varianti

di Pietro Serina

Ma come giocherà la nuova Atalanta? Di base con il 4-4-1-1, che può essere anche un 4-4-2 o un 4-2-3-1. Le varianti sono minime. Come prima alternativa con il rombo: 4-3-1-2. Ed eventualmente - ma siamo alla terza scelta tattica - con l'«albero di Natale»: 4-3-2-1.

Ovviamente il calcio oggi è dinamico, quindi è scontato che capiterà spesso di cambiare due-tre volte modulo nella stessa partita, a seconda dello sviluppo della gara. Perché tutte le squadre ormai hanno un modulo di partenza che poi variano a seconda dei giocatori disponibili o delle caratteristiche degli avversari. O delle necessità che nascono nel corso di ogni partita. Troppe quattro prime punte Le scelte di Colantuono ovviamente quest'anno dipenderanno soprattutto dal grande tema che accompagnerà la stagione: con quest'organico l'Atalanta è in grado di segnare i gol che servono per raggiungere la salvezza, tenendo conto del -6 iniziale da recuperare ad almeno tre avversarie?

Per cominciare va ribadito che l'attacco nerazzurro è numericamente adeguato, ma - purtroppo - mal assortito. Per occupare i due (o più raramente tre) posti da titolare ci sono sei-sette giocatori. Ma con due limiti facilmente identificabili. Anzitutto coprono solo due delle tre-quattro tipologie di attaccante possibile. Denis è la tipica prima punta d'area, Ardemagni pure, Gabbiadini anche. Tiribocchi lo è diventato. Di loro quattro ne può giocare uno. Per farne convivere due (e il più compatibile con Denis è certamente Tiribocchi) bisogna schierare una linea di centrocampo di grande forza. Perché di aiuto in copertura dai due davanti, per caratteristiche, ne arriverebbe pochissimo.

Gli altri componenti del gruppo d'attacco sono tutti trequartisti: Moralez, Bonaventura, Marilungo (gli ultimi due potrebbero anche giocare da centrocampista offensivo nella linea a quattro, Moralez no). Questi sono giocatori proponibili alle spalle di uno o due attaccanti, ma non come seconda punta. Precisiamo: per la verità Marilungo è nato seconda punta, ma segna pochi gol all'anno. Non è quello che serve. E per il resto la seconda punta in grado di integrarsi con Denis e capace di dare profondità alla manovra, o di saltare l'uomo, non c'è: pensate a Gonzalez. O a Eder. O a Meggiorini. O a Floccari che gira intorno a Denis. Purtroppo sono tutti possibili rinforzi che invece sono andati a rinforzare le nostre avversarie nella lotta per la salvezza.

Poi il secondo limite di questo organico: i gol. Denis ha la media di 5-6 gol a stagione, Moralez se equipariamo l'Argentina all'Italia poco meno. Marilungo non segna. Gabbiadini, Ardemagni e Bonaventura in A non hanno mai giocato. Resta Tiribocchi, che giocando da titolare è andato in doppia cifra nelle ultime due stagioni giocate da titolare in A, ma retrocedendo entrambe le volte. Ma noi ci possiamo augurare che Tiribocchi giochi titolare? No, perché vorrebbe dire uno tra Denis e Moralez ha fallito. O si è infortunato. Quindi dobbiamo confidare nel Tir che si adatta al ruolo di alternativa. Dovrà «violentare» il suo carattere, e capire che sarà utile soprattutto se inciderà sulle partite giocando mezz'ora, da salvatore della patria. È la sua nuova scommessa: se la vince si allunga la carriera e fa il bene dell'Atalanta.

Si diceva di Moralez. Chiaro che tutto il mercato è stato fatto in funzione della sua valorizzazione. I giocatori che avrebbero potuto metterne a rischio il ruolo di titolare inamovibile sono regolarmente usciti dalla rosa dei papabili. E la difficoltà a far convivere le prime punte disponibili fa di lui l'uomo decisivo per la stagione nerazzurra. Il ragazzo ha qualità tecniche indubbie, ma per caratteristiche e costituzione fisica in Italia può fare solo il trequartista: o dietro una punta, o dietro due punte, o nell'albero di Natale (quindi con un altro trequartista a fianco alle spalle di una punta). Ovviamente palla a terra, al massimo con due tocchi che spesso rischieranno di essere troppi, appena possibile con giocate in verticale. Impossibile immaginarlo a centrocampo o come giocatore di fascia. Ma se da trequartista lui esplode e, insieme a Denis, arriva a 10-12 gol da qui a Natale (16 partite), allora avremo serie possibilità di giocarci la salvezza sino alla fine. In caso contrario Colantuono dovrà trovare delle alternative.

E, come detto, l'unico attaccante che può cercare di coesistere con Denis è Tiribocchi. Ma se giocano le due punte, a meno che non ospiti il Lecce in casa è difficile che possa giocare anche Moralez. Quindi si arriverebbe a un 4-4-2 puro. Gli esterni alti. E Brighi Nel 4-4-1-1 di partenza, invece, a seconda dell'avversaria si possono immaginare esterni con caratteristiche diverse. In casa contro una provinciale sarà decisivo Bonaventura, che partendo dall'esterno si accentra e cerca la porta. In trasferta contro una grande è più logico pensare a giocatori di gamba in grado di opporsi ai terzini di casa.

Esempio facile facile, in vista dell'esordio in campionato sul campo di un Genoa che schiera terzini come Mesto e Antonelli, due che la fascia la fanno trenta volte a partita. Chiaro che a Marassi serviranno esterni di gamba e di forza. C'è poi una variabile della quale tenere conto: le caratteristiche di Brighi. Il ragazzo a Roma ha giocato spesso da trequartista perché ha i tempi dell'inserimento e, in fase difensiva, garantisce comunque un'adeguata copertura. Beh, quest'ipotesi va tenuta in considerazione. Quando capiteranno partite nelle quali serve una squadra muscolare, Brighi trequartista e Padoin (o Carmona) in mezzo al campo assicurerebbero più fisicità. E permetterebbero anche di sopportare esterni alti più offensivi (Schelotto-Bonaventura, per esempio). Oppure potrebbe garantire copertura alle eventuali due prime punte (Denis-Tir, ad esempio).

Ma bisognerà sempre tener conto della necessità di valorizzare Moralez. Gira e rigira finiamo sempre da lui. Infine l'albero di Natale, che in Argentina ha esaltato Moralez nel Velez. A fianco di Maxi potrebbero giocare Bonaventura o Marilungo, ma con l'incognita di questo avvio di stagione a tener banco: con questo modulo la prima punta deve giocare soprattutto spalle alla porta per gli inserimenti dei compagni. Ma Denis ha altre caratteristiche: è mille volte più forte se gli si porta la palla sul fondo (quindi sugli esterni) e gli si permette di raccoglierne i cross andando in profondità faccia alla porta. Ancora una settimana, poi ne sapremo di più.

Pietro Serina

a.ceresoli

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