Domenica 23 Ottobre 2011

Il commento di Arturo Zambaldo
«Dal blitz di Parma, più autostima»

Pensate se Stefano Colantuono si fosse fatto influenzare, in settimana, dagli esperti o presunti tali concordi nel bocciare l'utilizzo di Moralez a Parma. Manca la controprova, ma la doppietta di reti che ha consentito il blitz in Emilia porta proprio la firma del piccolo fantasista argentino. Non a caso abbiamo subito nominato mister e trequartista nerazzurri visto che nei rispettivi ruoli hanno firmato gran parte di un nuovo risultato da ricordare con indubbia enfasi.

Naturalmente senza l'importante contributo dell'intero collettivo e, quanto a individualità, in particolare di Schelotto e di Consigli (intervento salva gol al 40' della prima frazione), difficilmente saremmo rientrati a Bergamo con il massimo della posta in palio.

Una vittoria, per di più, strameritata specie se riproponiamo il film di una ripresa nella quale qualità di giocate, automatismi e determinazione del gruppo hanno giganteggiato in ogni loro sfaccettatura. Questo successo, peraltro, è stato ottenuto contro un team etichettato, alla vigilia, in gran salute dopo aver espugnato la domenica precedente il campo del Napoli.

Un successo, è bene evidenziarlo, ci dà l'opportunità di staccare di quattro lunghezze la zona retrocessione. Se, poi, dimentichiamo la pesante zavorra inflittaci, in estate, dalla giustizia sportiva staremmo festeggiando il secondo posto solitario in classifica.

Roba da non dormire la notte per l'adrenalina che ci trasmetterebbe. C'è chi ci ammonisce di rimanere coi piedi per terra. Ma come è possibile dal momento che questa squadra emana, innanzitutto, una sbalorditiva sicurezza nonché consapevolezza nei propri mezzi?

Pure a Parma, ad esempio, si è notato che gli atalantini sono scesi sul manto erboso dello stadio Tardini decisi a puntare al risultato pieno quando i più si sarebbero accontentati o se preferite, avrebbero firmato per un pareggio.

C'è da evidenziare questa autorevolezza, figlia senza dubbio di un'invidiabile autostima che non ha, proprio, nulla da spartire con una pericolosa presunzione. Siamo, cioè, di fronte a una sana autostima che - se sfruttata a dovere anche nel turno infrasettimanale di mercoledì con l'Inter - chissà dove potrebbe portarci.

Arturo Zambaldo

e.roncalli

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