Mercoledì 29 Febbraio 2012

Guidolin: mai dubitato di Denis
Era chiuso da Di Natale e Sanchez

A due mesi dalla fine del campionato l'Udinese esce allo scoperto. Vuole l'Europa. «Siamo in ballo, dobbiamo e vogliamo ballare per un posto in Europa - ha detto il tecnico panchina d'oro -. In questo momento siamo più vicini alla Champions, ma il cammino è ancora lungo».

«Dobbiamo concentrarci con tutte le forze che abbiamo per ottenere più punti possibili, sappiamo che la concorrenza è agguerritissima, dobbiamo lottare con i denti per cercare di stare lì il più possibile - ha aggiunto Guidolin -. Abbiamo anche l'obiettivo degli ottavi di Europa League. Dobbiamo avere la testa per due obiettivi, concentrati a mille. A due mesi dalla fine è bello, gratificante, stimolante, motivante, ma anche stressante e stancante».

Di sogni scudetto però non vuole sentirne parlare. «Domenica siamo andati a Bologna con il mal di trasferta addosso, secondo molti. Prima ho detto ai miei giocatori che dovevamo migliorare in trasferta, ma con umiltà e rispetto dell'avversario - ha spiegato oggi -. Credo che i pensieri umili siano prerogative di un gruppo forte. Dobbiamo solo essere umili, tranquilli e concentrati, cercare di dare il meglio di noi stessi partita dopo partita. Credo potremo fare grandi cose anche in trasferta. Vincere fuori è più difficile, ma anche più bello».

Intanto domenica arriva l'Atalanta dell'ex German Denis. «L'Atalanta è una piacevolissima sorpresa; merito del lavoro fatto da Colantuono, società e giocatori. Sono partiti fortissimo, si sono compattati subito - ha detto il tecnico veneto -. Noi eravamo convinti del valore di Denis, nessuno ha mai messo in dubbio le sue qualità tecniche e morali. Purtroppo due cose hanno impedito di vedere a Udine il vero Denis. Innanzitutto è stato condizionato dall'infortunio, è stato bene solo alla fine. Poi davanti avevo due giocatori come Totò Di Natale e Sanchez».

L'Udinese arriverà all'appuntamento con una settimana di allenamenti rovinata dalle assenze dei 9 nazionali. «È un'assurdità far viaggiare i giocatori per mezzo mondo per giocare una amichevole - ha precisato l'allenatore bianconero -. Significa non capire nulla di sport».

A metà conferenza stampa un simpatico fuori programma. Capitan Di Natale e un gruppetto di giocatori hanno fatto irruzione in sala stampa portando la panchina d'oro appena conseguita da Guidolin, che ha ringraziato i giocatori, l'Udinese e l'ambiente friulano per il premio ricevuto.

«La doppia esperienza di Udine, sommata a tutte le altre ha fatto sì che arrivassi a questa maturità - ha sorriso, dopo aver ottenuto il premio già sfiorato nel 1997 quando guidava il Vicenza che vinse la coppa Italia -. Quello che conta più di tutto è il valore dell'affetto, del sentimento che io sento da parte dell'ambiente e che io provo nei confronti del mio club e dell'ambiente. È importante - ha concluso - perché mi consente di lavorare più serenamente».

m.sanfilippo

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