Lunedì 09 Aprile 2012

Atalanta vittima predestinata?
No, a Napoli ci si può riscattare

Sono stati sufficienti soltanto 14 giorni per veder subentrare un bel po' di pessimismo a un buon numero di supporter. Nel dopo partita casalingo con il Bologna (datato 14 marzo) unanimità di consensi nei confronti dell'Atalanta, sottolineando inoltre i 8 risultati utili consecutivi.

La battuta d'arresto di Cagliari, nella domenica successiva, era stata metabolizzata in fretta al pensiero che una giornata storta poteva rientrare nella norma. Mal digerita, invece, la beffa interna, alla vigilia di Pasqua, con il Siena nonostante qualche timido segno di ripresa della squadra rispetto alla precedente prova.

Al resto ha contribuito la controllatina al calendario che nel turno infrasettimanale di mercoledì 11 ci assegna il viaggio a Napoli per giocare contro una squadra partenopea reduce da un paio di ko e in ritardo nella lotta per un posto in Champions League.

Dati statistici e considerazioni che reggono, quelli esposti, ma dove sta scritto che di fronte al team di Mazzarri si debba, inevitabilmente, recitare il ruolo della vittima di turno? Pur ammettendo le concrete difficoltà della sfida esistono elementi da indurci a privilegiare il classico bicchiere mezzo pieno.

Affidiamoci, tanto per cominciare, alle qualità reattive di una squadra evidenziate in varie occasioni. In altre parole, la presenza di attributi caratteriali di notevole livello in aggiunta alle qualità tecniche del collettivo, fattori senza i quali non si sarebbero capitalizzati i punti per una salvezza anticipata, vicenda calcio scommesse permettendo, costituiscono una dote tutt'altro che da sottovalutare.

Continuando sul bicchiere mezzo pieno, la squadra nerazzurra potrebbe inoltre approfittare, allo stadio San Paolo, di avversari nervosetti considerate le criticate prestazioni degli ultimi tempi. Anche il ricordo della sfida dell'andata (1-1 con pareggio dei partenopei ottenuto nel terzo minuto di recupero dal solito Cavani) non può che tenerci su di morale.

Al tirar delle somme, rientrare a Bergamo con altro prezioso fieno da collocare in cascina non ci sembra poi così illusorio o no?

Arturo Zambaldo

m.sanfilippo

© riproduzione riservata