Lunedì 16 Luglio 2012

Atalanta, primo giorno in valle:
a Rovetta domenica di pienone

C'è il sole ad accogliere il primo giorno di lavoro in valle. È il primo regalo di Rovetta all'Atalanta: una splendida e inattesa giornata di sole. «E pensare che fino a un paio di ore fa aveva piovuto, e anche forte» racconta il pericolo scampato uno dei ragazzi dell'organizzazione. Invece arriva l'Atalanta e il sole squarcia le nubi che minacciano tempesta, concedendo un pomeriggio caldo e richiamando i tifosi in massa.

L'altro regalo è stato proprio la gente che ha riempito la tribuna del «Marinoni». Tante famiglie, soprattutto molti bambini e almeno tre generazioni di tifosi. Saranno stati almeno in cinquecento e il colpo d'occhio è di quelli importanti se si considera che è il primo giorno e in campo non si è nemmeno visto il pallone.

Hanno osservato con un silenzio quasi rispettoso i loro beniamini correre intorno al campo per oltre un'ora, hanno applaudito man mano che dagli spogliatoi comparivano giocatori, allenatore e dirigenti, o semplicemente quando il giro di corsa portava il gruppetto a sfilare sotto la tribuna.

«Bravo Luca», urla un signore sulla sessantina dall'alto della tribuna al passaggio di Cigarini. L'affetto della gente è composto ma si sente comunque. Rovetta regala discrezione e sole. Si può lavorare bene e sudare col sorriso. Come inizio non c'è male.

C'è spazio anche per tradizioni e scaramanzie. La tradizione vuole che Antonio Percassi non si perda mai il primo giorno di lavoro della squadra in ritiro. D'altronde la val Seriana è la sua terra. «L'Europa, Percassi, l'Europa...» gli chiedono dagli spalti. Il pres saluta e raccoglie gli applausi della sua gente. Ha assistito a tutto l'allenamento seduto in panchina.

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r.clemente

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