Martedì 27 Novembre 2012

Tiri liberi sul basket bergamasco
Comark, insistere sugli obiettivi

«Rispetto all'anno scorso, ci mancano giocatori in grado di giocare in post basso o di attaccare il canestro in penetrazione mentre le soluzioni interne si limitano alle pur notevoli capacità di Perego». È questo uno dei passaggi dell'intervista ad Adriano Vertemati pubblicata sull'edizione cartacea del nostro quotidiano l'indomani del quarto ko consecutivo della Comark.

Puntualizzazione, quella del giovane coach milanese, che si presta ad un paio di letture, peraltro elementari. La prima è un messaggio agli operatori di mercato per il mancato completamento estivo dell'organico; l'altro, che ne è la conseguenza, è di non pretendere obiettivi di classifica ambiziosi.

Sul fatto che la Comark non sia stata confezionata al top possiamo essere, sotto alcuni aspetti, d'accordo. Quanto alle inesistenti possibilità di puntare a posizioni più che soddisfacenti e non solo alla metà della graduatoria, nono posto visto che le squadre del girone sono rimaste 18, proprio no.

Non lo è perché, lacune di formazione della Comark a parte, i team votati giustificatamente al salto di qualità (quello vero non quello di consolazione) non sono, sulla caera, che 2/3. Ad avallare, più di una volta, una visione positiva, oltre a noi, è capitan Davide Reati, il talentuoso cestista che dalla serie A è tornato in terza divisione anche perché convinto della palpabile competitività dei trevigliesi.

Ci sorge un dubbio e come tale tutt'altro che dogmatico: e se l'«uscita» di Vertemati rappresentasse semplicemente un mettere le mani avanti qualora venissero meno certi risultati? Se, così, fosse ci preoccuperemmo parecchio perché vorrebbe dire che il nostro allenatore, dall' ipotizzabile carriera ad hoc, non crederebbe alle possibilità di centrare risultati al di là della sufficienza della squadra.
Arturo Zambaldo

r.clemente

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