Venerdì 11 Gennaio 2013

Colantuono, permanenza record
In linea con quella di Marino

Se Stefano Colantuono manterrà sino in fondo (e non c'è motivo di dubitarne) l'impegno appena sottoscritto con l'Atalanta, stabilirà il record di permanenza di un allenatore a Bergamo, tanto più che guidò i nerazzurri anche dal 2005 al 2007.

Per il mister di Anzio è un giusto riconoscimento visto che da noi non ha mai fallito l'obiettivo preteso dal sodalizio. Un investimento, da parte dell'Atalanta, su un allenatore a lungo termine, un aspetto, questo, proprio inusuale in materia calcistica. L'ulteriore prolungamento del contratto a Colantuono segue di pochi mesi quello proposto e accettato (durata sino al 2017) al direttore generale Pierpaolo Marino.

Pura coincidenza? Pensiamo di no. Rinnovare tanta fiducia, in rapida successione, a ruoli cardine come quelli in questione può essere letto da più angolature. Segnale forte e chiaro, innanzittutto, di una unità d'intenti tra proprietà, dirigenza che conta e comparto tecnico, a beneficio della squadra ma non solo. Porre definitivamente fine alle voci di eventuali contrasti di varia natura tra Marino e Colantuono.

Poi c'è la convincente risposta a chi sta insistendo sulla partenza, sempre di Colantuono, al termine del torneo, destinazione Napoli al posto di Mazzarri, dato con le valigie in mano. Infine, la conferma della ferrea volontà di Antonio Percassi di portare avanti programmi e obiettivi più volte ragionevolmente megafonati.

Vale la pena ricordarli. Promozione in serie A (indicata tre estati or sono); evitare ad ogni costo la retrocessione nella stagione successiva; assestamento in quella attuale; altri orizzonti a partire dal 2013. Parlando del presente, classifica alla mano, i risultati sul campo sono in perfetta linea con le aspettative. Le stesse operazioni in corso al mercato invernale stanno certificando che alle cessioni, più o meno forzate, corrispondono adeguate partite tecniche in entrata. Anche questo va inquadrato negli imput dettati dalla società.

Arturo Zambaldo

a.ceresoli

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