Giovedì 02 Maggio 2013

Lucchini, Parma sfida importante
«Potrebbe chiudere i giochi»

L'edizione 2013 di «Scuola allo stadio» ha chiuso i battenti allo stadio Comunale e l'ospite finale della manifestazione pluridecennale della società atalantina è stato il difensore nerazzurro Stefano Lucchini.

Il giocatore atalantino negli ultimi mesi è tornato al suo posto in mezzo alla difesa dopo un periodo in panchina, mostrandosi utilissimo: nell'occasione ha parlato sia della sfida contro il Parma (domenica 5 maggio alle 15 in Emilia) che del suo futuro, oltre che della mattinata insieme ai ragazzi.

«Qua puoi vedere la semplicità e l'innocenza dai ragazzi e dalle domande che ti fanno capisci che devono  scoprire ancora tutto e questo è il bello di poter parlare con loro - ha affermato Lucchini -. Ci aspetta una partita importante che potrebbe chiudere i giochi. Sperando che la Juventus batta il Palermo, noi dobbiamo fare la nostra partita per cercare di fare punti».

«Riuscire ad incrementare il vantaggio sarebbe importante. Lo scorso campionato è rimasto negli occhi di tutti e sembrava molto difficile. Quest'anno il -2 e le squadre che lo hanno giocato l'hanno fatto diventare più complicato. La quota si è alzata questa settimana, ma guardando la prossima potrebbe di nuovo scendere. Guardando il calendario rischia il Palermo, ma poi questo conta fino ad un certo punto».

Gli uomini di Colantuono si troveranno di fronte un Parma che nel girone di ritorno ha mollato la presa, garantendosi però la permanenza in A. «Da tre giornate non segnano e quando si parla di queste cose mi preoccupo, hai la paura che arrivi e le cose possano cambiare. Sono una buona squadra, sono arrivati a 40 punti, ce la possiamo giocare e siamo sugli stessi valori».

«Per questo campionato mi do la sufficienza: non sono contento come l'anno scorso, visto che  ho giocato meno partite». Circondato dall'affetto degli scolari di Bergamo e provincia Lucchini ha poi parlato del suo sogno post carriera, quello di allenare i più piccoli. «Me l'hanno chiesto già i bambini: mi piacerebbe lavorare nel settore giovanile e qua mi trovo nel migliore d'Italia. Sarebbe bello riuscire ad arrivare a fine carriera qua e dare un seguito proprio con i più piccoli. Mi sono sempre detto di smettere a 36-37 anni, perché ad un certo punto bisogna dire basta e lasciare spazio ai più giovani. Se ci fosse la possibilità tra 3-4 di trovarmi qua realizzare il mio sogno con i bambini sarebbe l'ideale».

Simone Masper

r.clemente

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