Martedì 09 Luglio 2013

Il basket Treviglio e la Remer:
qualità in cambio dell'entusiasmo

L'apprezzabile entusiasmo del nuovo sponsor Antonio Repici, titolare della Rubinetteria Remer spa di Cassano d'Adda, andrà ripagato coi fatti, intesi sopratutto nei risultati sul parquet di gioco della squadra di Treviglio.

Guai, infatti, venir meno alle attese di chi si affaccia per la prima volta al pianeta baskettaro offrendo importanti risorse finanziarie e l'immagine della propria azienda da tempo in progressiva continua ascesa sui mercati internazionali.

Di ciò sono consapevoli il presidente della Blu Basket Treviglio, Gianfranco Testa e i più stretti collaboratori. In altre parole, un passo falso potrebbe costare caro in ogni direzione. 

Punto di partenza per la riuscita del recente matrimonio è la chiarezza tra le parti coinvolte sulle attese o, se si preferisce, sugli obiettivi delineati, riteniamo, in fase del “nero sul bianco” in calce al contratto.

Nel corso della presentazione ufficiale della scorsa settimana Testa ha preferito volare basso sui traguardi da centrare “ci siamo prefissati – ha detto in maniera chiara e forte – almeno in partenza la sola salvezza visto anche il ruolo di matricola in Lega due”.

Un messaggio, il suo, dettato dalla prudenza richiesta dalla circostanza del momento oppure in pieno rispetto con gli accordi stipulati con lo stesso Repici? Per rispondere con certezza occorrerà conoscere l'organico riaffidato, senza indugio, per il terzo anno di fila alle cure di coach Adriano Vertemati.

Ovvio che per puntare a qualcosa di più del dichiarato minimo sindacale sarà necessario privilegiare la qualità del quintetto base. Della rosa di B d'eccellenza (chiamiamola ancora così per capirci meglio) sarebbero idonei e quindi da confermare Ferrarese, Perego e Reati, in ordine rigorosamente alfabetico.

Da qui  l'auspicabile permanenza del terzetto, risultato sicuramente l'asse portante di un anno fa. A proposito del capitano, lo stesso dovrebbe riferire la definitiva decisione se rimanere o no al club della Bassa bergamasca nel giro di un paio di giorni.

A seguire la scelta dei due stranieri, previsti dalle regole, con gli occhi puntati sul classico pivottone e una guardia-ala dalle mani calde-calde. Interessante, infine, monitorare l'innesto di un paio di giovani da pescare dal prolifico vivaio locale. E citando i baby (in particolare il talentuoso Flaccadori) scontato l'invito a Vertemati di rischiarli in maniera maggiore rispetto alle abitudini del passato. Altrimenti a che vale inorgoglirsi per le loro convocazioni nelle varie rassegne in azzurro? 
Arturo Zambaldo 


r.clemente

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