Mercoledì 09 Ottobre 2013

Come mettere al tappeto la Lazio?
La ricetta di Giorgio Magnocavallo

Giorgio Magnocavallo, il vulcanico ex giocatore di Atalanta (tre campionati) e Lazio (due) prescrive la ricetta ai nerazzurri per battere l'undici romano alla ripresa del campionato, dopo la sosta di domenica 13 per gli impegni della nazionale.

“L'Atalanta – sono sue parole - potrà rispedire a casa i prossimi avversari se si armerà, per prima cosa, di umiltà e modestia per l'intera durata della gara. In altre parole se giocherà con la tensione e l'agonismo delle squadre di provincia alle quali non è comunque vietato mettere, talvolta, in ginocchio contendenti di maggior qualità tecnica”.

Il popolare “Magno”, capitano dell'Atalanta di Nedo Sonetti, si addentra, poi, sul tema tattico. “A mio avviso i nerazzurri dovranno affidarsi a frequenti giocate improvvisate meglio ancora se con azioni di contropiede o come si dice adesso nelle ripartenze. Azioni, in un certo qual modo, il più possibile briose ferma restando una difesa attenta, concentrata e decisa in ogni intervento”.

Un accenno, a questo punto, al modulo. “E' il 4-4-1-1 su cui insistere senza ombra di dubbio. Del resto con quella disposizione in campo gli atalantini ci hanno fatto a lungo divertire nella passata stagione sportiva. Non parlatemi più del 3-4-3 inadatto al centodieci per cento ad un'Atalanta dal dichiarato obiettivo-salvezza. Quel tipo di schema lasciamolo a club con ben altre ambizioni”.

E a proposito di “salvezza” Magnocavallo non ha il minimo dubbio. “Tranquilli, a maggio brinderemo per il terzo anno consecutivo alla permanenza in serie A. Rispetto alle squadre di bassa classifica l'Atalanta dispone di un organico più affidabile. Al tempo stesso, però, non dovrà venir meno quell'animus pugnandi che ha sempre contraddistinto i nerazzurri quando hanno centrato traguardi alla loro portata. Un atteggiamento mentale e fisico, insomma, sulla falsariga delle ultime due gare, con Udinese e Chievo, che hanno fruttato, guarda caso, sei punti e una collocazione in classifica già oltremodo soddisfacente”.

Come non essere d'accordo con un personaggio del suo stampo abituato a dire pane al pane, con quel che segue?
Arturo Zambaldo

r.clemente

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