Giovedì 18 Giugno 2009

Monza: il presidente Begnini
vende il club a Seedorf e Bergomi

Derby milanese nella rivoluzione brianzola. Il bergamasco Gianbattista Begnini lascia il Monza (Lega Pro, ex C1) e passa il testimone alle mani milaniste di Clarence Seedorf e a quelle interiste di Giuseppe Bergomi.

Entrambi metteranno faccia e zampino nel nuovo Monza già il 26 giugno, quando lo scambio di fidejussioni (200 mila euro) a reciproca garanzia tra Begnini, già vicepresidente dell’Atalanta, e gli acquirenti lascerà il campo al passaggio vero e proprio delle azioni con tanti saluti al Monza bergamasco.

Acquirenti al plurale o Clarence Seedorf? In realtà l’identità del o dei nuovi proprietari del Monza è tuttora un segretuccio. Quello che è certo, dicono in Brianza, è che al momento Seedorf non ha messo mani al portafogli: almeno ufficialmente l’On International, la società di management sportivo di cui Seedorf è titolare, ha «semplicemente» verificato la salute dei bilanci del Monza dando l’ok all’acquisto a un misterioso e composito pool di imprenditori.

Seedorf intermediario di lusso, insomma, ma è facile pensare che una volta definito il passaggio di testimone, il fuoriclasse olandese possa far parte del nuovo corso. Già chiaro invece il ruolo di Beppe Bergomi: il terzino di Spagna ’82, apprezzato commentatore di Sky, sarà l’occhio della nuova proprietà sul settore giovanile e quasi certamente l’allenatore degli Allievi.

Bergomi e Seedorf, dunque, per il nuovo Monza, nel frattempo quello vecchio di Begnini lascia dopo 5 anni di sogni sfiorati e dolorose ricadute. Un addio annunciato dopo due promozioni in B puntualmente evaporate ai playoff e i propositi di gloria progressivamente rattrappiti complici la crisi e la fuga degli sponsor.

Nel 2004 Begnini versò 800 mila euro per acquistare il Monza dal fallimento; il 26 giugno, salvo clamorosi dietrofront, incasserà 2 milioni di euro ma il pool degli acquirenti ne dovrà scucire altrettanti per sistemare la gestione. Il resto, da San Siro alla Brianza, sarà risotto milanese.

m.sanfilippo

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