Atalanta a Roma ancora con le barricate? Perché no, se il risultato ci darà ragione

Atalanta a Roma ancora con le barricate?
Perché no, se il risultato ci darà ragione

Qualcuno storcerebbe il naso se i nerazzurri tornassero, sabato sera da Roma, con uno zero a zero. Pensiamo di escluderlo o no?

Sarebbe il quarto pareggio di fila lontano da Bergamo, dopo quelli di Sassuolo, Torino ed Empoli. In altre parole si tratterebbe di un responso a reti inviolate che darebbe, in ogni caso, continuità all’operazione-risalita rinvigorita in virtù della rocambolesca, ma meritata, vittoria sul Cesena. Un punto oltremodo prezioso sul manto erboso della capitale in grado di consolidare, inoltre, quell’autostima precipitata in cantina in tempi recenti. Ma per la Lazio, parliamoci chiaro, la parità avrebbe del penalizzante considerando le pompose ambizioni e il vantaggio di giostrare davanti al pubblico amico. Problemi, comunque, suoi.

Sul fronte atalantino, auspichiamo, allora, un’ altra strategia tattica votata alle già premiate prudenze. Al termine «barricate» sappiamo che c’è chi insorge o giù di lì. Ma signori cari, in situazioni del genere ricorrere al «si fa di necessità virtù» rientra nella logica più cristallina, applicata a destra e a manca. A meno che si preferisca andare allo sbaraglio o se preferite all’arrembaggio rischiando, però in partenza di tornare a casa con vendemmiate di gol sul groppone con ipotizzabili conseguenze. Da qui senza volerci, come sempre, sostituirci a mister Stefano Colantuono prima di analizzare l’assetto specificatamente difensivo privilegeremo le attenzioni sul centrocampo proprio per contrastare sul nascere gli schemi d’attacco escogitati dagli avversari.

Ai probabili confermati Cigarini, Carmona e Gomez utilizzeremmo dal pronti via «mastino» Migliaccio, puntualmente presente alle chiamate dell’allenatore specie nei momenti più delicati. Indietro piena fiducia al centrale Stendardo (in brillante forma atletica) supportato da Cherubin o da Biava se l’ex di turno avesse smaltito del tutto i non preoccupanti acciacchi. E le punte? Beh, aspettare la rinascita di Denis è attualmente sostenibile sotto diversi aspetti. Da tenere conto, al tempo stesso, di Bianchi che con il Cesena, ha raccolto ampi consensi pure da coloro non teneri nei suoi confronti.


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