Atalanta a zero Ma con gli attributi

Atalanta a zero
Ma con gli attributi

Una premessa è doverosa. Anche chi scrive si attendeva un ko abbastanza perentorio dell’Atalanta che invece ha dimostrato di aver fior di motivazioni e di attributi, nonostante mister Colantuono abbia dovuto inventarsi una squadra sulla carta rabberciata, in primis in difesa. Quindi un plauso ai nerazzurri e una bacchettata (ahi ahi) a chi si è affidato eccessivamente alla razionalità e ai numeri del calcio.

Non è che non si avesse considerazione dell’Atalanta, è che si ci immaginava una partenza a razzo di una Juventus con il sangue agli occhi per il 2-2 di Cesena e un risultato custodito abbastanza presto in cassaforte per pensare alla sfida di Champions League di martedì contro il Borussia Dortmund. Superiorità tecnica schiacciante dell’avversario, squadra fortemente decimata, fattore campo a sfavore. Era tutto contro i nerazzurri, invece si è vista una Juventus stranamente imbolsita messa alle corde da un’Atalanta con le palle che non ha mollato di un centimetro.

Il trittico terribile Fiorentina-Inter-Juventus si è però concluso con l’identico responso del girone d’andata, zero punti in classifica. La differenza è che nella fase ascendente i bergamaschi non avevano segnato nessun gol incassandone sei, mentre stavolta ne sono stati realizzati quattro, ma quelli al passivo sono ben nove. Si sta confermando dunque la tendenza che vede nel ritorno l’Atalanta più incisiva in attacco (ma del resto segnare di meno dell’andata - quando era stata asfittica, per usare un eufemismo - sarebbe stato assolutamente disastroso), ma anche meno solida in difesa. Peraltro a Torino ha brillato più il reparto arretrato, nonostante fosse rivoluzionato: il quartetto Scaloni-Bellini-Masiello-Dramè ha limitato al massimo l’azione d’attacco dei bianconeri, raramente pericolosi. E quando c’è stata una crepa, Sportiello ha dimostrato di poter essere l’erede di Buffon.

Zero punti in classifica, nonostante tanti applausi. L’Atalanta ha perso al 90’ a Firenze, è crollata contro l’Inter soltanto quando è rimasta in inferiorità numerica e a Torino ha spaventato i campioni d’Italia. Se possiamo individuare un comune denominatore nei tre ko, e che dovrebbe forse essere spunto di riflessione, è che l’Atalanta - pur giocando bene - ha incassato gol nel primo tempo in un momento cruciale favorendo la rimonta dei rivali. Contro la Fiorentina, dopo la rete di Zappacosta e un predominio nerazzurro, c’è stato il buco difensivo dal quale è scaturito il pareggio di Basanta, contro l’Inter i bergamaschi erano stati super a rimontare con Moralez il gol-lampo su rigore di Shaqiri, ma sono stati sorpresi dal primo acuto di Guarin verso lo scadere del tempo, mentre contro la Juventus sono state due reti nel finale dei primi 45’ - una su una mischia furibonda in area con il lento Cigarini che ha tenuto in gioco Tevez e la seconda su una magistrale esecuzione di Pirlo da lontano - a ribaltare il risultato e a rovinare quanto di positivo la squadra aveva prodotto in precedenza. Errori che sono stati pagati carissimo.

Ora all’Atalanta non resta che attendere i risultati delle dirette concorrenti per vedere quanto margine avrà conservato sulla terzultima posizione. Occhi puntati sulla Sardegna dove lunedì sera il Cagliari sfiderà l’Inter. Una vittoria sarda sarebbe dura da digerire perché significherebbe aggancio del team isolano ai bergamaschi. Ma al dì là del risultato di lunedì, per l’Atalanta è urgente far di nuovo punti. Sabato al Comunale (ore 18) contro la Sampdoria i nerazzurri non dovranno fallire e se giocheranno con la dedizione e lo spirito guerriero emersi contro la Juventus - il simbolo è stato Migliaccio, e con lui Scaloni, esemplare all’esordio stagionale in campionato - la base di partenza sarà molto confortante.

Colantuono è atteso da una settimana di grande lavoro, anche per il recupero della miriade di giocatori infortunati. Vedremo quanti se ne potranno arruolare per il duello con i blucerchiati, anche se il più prezioso - Moralez - sarà sicuramente out. La costruzione di un gioco d’attacco efficace senza l’argentino sarà in cima ai pensieri dell’allenatore e la speranza è che il mister scovi la formula vincente.


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