Atalanta, cercasi vittoria d’urgenza
dopo un mese e mezzo di digiuno

È tempo di puntare decisamente alla conquista dell’intera posta in palio. Il punticino (amaramente accettato) di domenica a Parma, preceduto dai ko con Fiorentina, Inter, Juventus e Sampdoria, non hanno schiodato i nerazzurri dal quart’ultimo posto della classifica.

Atalanta, cercasi vittoria d’urgenza dopo un mese e mezzo di digiuno

Per il momento siamo sì salvi ma più che altro usufruendo del pessimo ruolino di marcia delle squadre che ci seguono. Continuando, però, a confidare sulle disgrazie altrui si potrebbe andare incontro a grossi rischi.

Come la metteremmo, ad esempio, se domenica il Cagliari, rigenerato in settimana dal richiamato Zeman, dovesse prevalere (risultato sulla carta possibile) sull’Empoli, davanti al pubblico amico? Nessun problema se anche noi avremo costretto alla resa, a Bergamo, l’Udinese. In altre parole si potrà contare sul paracadute legato alle quattro lunghezze di vantaggio sullo stesso Cagliari. Il solo pareggio ridurrebbe, invece, a due punti il margine sulla zona rossa. Con l’aggravante che nel turno successivo il calendario propone, e scusate se è poco, la trasferta di Napoli. Per non parlare del nebuloso scenario che si presenterebbe qualora dovesse scaturire un altro flop contro le zebrette friulane.

Ecco perché, questa volta, bisogna invocare a viva voce la vittoria. Ad usufruirne, graduatoria in primis a parte, sarebbe il balzo di autostima di un gruppo che sul manto erboso dello stadio «Tardini» sembrava quella di uno studente che aveva appena appreso una bocciatura inappellabile.

Un tasto, quello, di credere sino in fondo sui propri mezzi, sul quale mister Edy Reja ha battuto con insistenza dall’istante dell’arrivo a Zingonia. Nessuno, del resto, ha dimenticato gli invidiabili voti dati all’organico uscito dal mercato estivo. I casi sono unicamente due: o tutti, proprio tutti, siamo incorsi in un colossale errore di valutazione oppure i giocatori non hanno ancora saputo esprimersi ai loro livelli. Comunque sia restano qualcosa come dodici partite (l’equivalente di 36 punti da distribuire) per capitan Bellini e compagni per rifarsi, di colpo, l’auspicato look che più si addice .

Arturo Zambaldo

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