Atalanta, Delio Rossi è stupito: «Gioca con maturità sorprendente»

Atalanta, Delio Rossi è stupito:
«Gioca con maturità sorprendente»

Ventotto punti in 23 partite ad handicap, che non furono sufficienti per salvare l’Atalanta di Makinwa. Ma quella mezza stagione 2004/05 fu il trampolino di lancio di Delio Rossi allenatore. Che è stato anche mister della Fiorentina. Fino al fatidico 2 maggio 2012, lo schiaffone a Ljajic in panchina, fresco reduce da sostituzione.

Atalanta e Fiorentina, ambienti turbolenti sia l’uno che l’altro, quando c’era lei.
«Situazioni simili, dal punto di vista dell’armonia societaria. Ma da Bergamo sono venuto via fra gli applausi. Da Firenze non posso dire la stessa cosa».
Alla Fiorentina non è cambiato molto. Anche adesso...
«Scorie difficili da eliminare, quelle lasciate settimana scorsa dall’incredibile rimonta dei tedeschi al Franchi, in Europa League. Perciò la partita di domenica a Bergamo è molto delicata, soprattutto per i viola».
L’Atalanta lotta per l’Europa e lei sostiene che la partita è delicata per la Fiorentina?
«Anche col Torino vincevano 2-0 e si sono fatti raggiungere. Ma si può?». La Fiorentina va considerata ancora in corsa per l’Europa? «Non dipende più dai suoi risultati, bensì dalle squadre più su in classifica, soprattutto Lazio e Milan. Secondo me, sanno già di non farcela».
E allora con che spirito giocheranno con l’Atalanta?
«Ignoro che cosa stia succedendo in società. Anche l’orario potrebbe influire, perché alle 12,30 la concentrazione non è così automatica. Chi non ha la testa sgombra, può fare più fatica».
Quanto a testa libera, l’Atalanta non dovrebbe aver problemi.
«L’importante è che continui con questa mentalità. Vista a Napoli, l’Atalanta gioca con una disinvoltura sorprendente.
Immaginavo che Gasperini avrebbe impostato una partita dai ritmi elevati, tentando d’andare a prendere alto il Napoli. Ma dal dire al fare c’è di mezzo il mare...».
Conosceva già qualcuno?
«L’eroe di giornata, cioè Caldara, poco. Inutile che m’accodi ai meritatissimi elogi. Alla Sampdoria avevo Petagna. Ma era proprio un ragazzino».

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