Atalanta, Gasp e il messaggio europeo i predecessori non ne avevano accennato
Gian Piero Gasperini

Atalanta, Gasp e il messaggio europeo
i predecessori non ne avevano accennato

E bravo Gasperini a non escludere a priori, per l’Atalanta, il sogno europeo. I suoi ultimi predecessori (Colantuono e Reja) avevano glissato sul nascere.

Occhio: non è che il nuovo mister abbia promesso subito l’assalto al prestigioso traguardo. Ha rimandato assennatamente (nell’intervista concessa a L’Eco di Bergamo e a Bergamo Tv) la presa in esame dell’argomento per la stagione sportiva 2017-2018. Una volta, cioè, aver consolidato la sua gestione a Bergamo. Come dire, concedetemi un tempo ragionevole per creare i necessari presupposti.

E di caccia alle rassegne internazionali l’allenatore piemontese se ne intende. Sulla panchina del Genoa ha, con pieno merito, staccato il relativo biglietto in due occasioni (una delle quali senza parteciparvi su provvedimenti dell’Uefa). Tuttavia il realismo del Gasp non subisce, pure in questo caso, una piega. Prima di parlare di un’eventuale avventura europea della squadra ha insistito sull’obiettivo salvezza.

Ma già una decina di giorni fa durante la presentazione alla stampa, a Zingonia, era andato un po’ oltre. «Punteremo, naturalmente, alla permanenza in serie A - le sue parole -, anche se c’è modo e modo per conquistarla». Prendiamo atto del messaggio forte e chiaro seguendo con attenzione i movimenti di mercato in grande fermento da qui a fine agosto. Del resto le premesse per centrare qualsiasi tipo di obiettivi passano proprio dal definitivo confezionamento dell’organico.

Arturo Zambaldo


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