Atalanta, Gollini: qui per restare in Italia
«L’Inghilterra? Non stavo bene» - Video

Allo store dell’Atalanta a Bergamo è stato il turno del volto nuovo di questo mese di gennaio, il portiere Pierluigi Gollini, che i giornalisti hanno così avuto modo di vedere per la prima volta davanti ai tifosi nerazzurri.

«Sta andando tutto bene, sono contento di essere all’Atalanta - ha affermato l’ex portiere dell’Aston Villa -: per me è una grande opportunità che spero di sfruttare al meglio. Mi sono inserito bene, è un gruppo fantastico, me ne avevano parlato i miei compagni nell’Under 21, come Conti, Caldara, Grassi e Petagna che mi hanno facilitato le cose. Ho scelto l’Atalanta perché punta sui giovani, lo ha dimostrato negli anni: eravamo in contatto quest’estate, ma la cosa non si era potuta fare, quando c’è stata l’opportunità l’ho colta al volo. Ho parlato con Nando Coppola (ex portiere nerazzurro ndr), mio ex compagno a Verona, mi ha detto subito di venire a Bergamo».

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Andiamo a conoscere più da vicino il numero 91 atalantino classe 1995: cresciuto tra Spal, Fiorentina e Manchester United, ha poi esordito in prima squadra con il Verona, passando poi alla sua ultima formazione, l’Aston Villa, inamovibile pedina delle varie nazionali giovanili. «Ogni volta che scenderò in campo posso dire che darò il massimo per questi colori. Sono un ragazzo socievole, estroverso, mi piace il basket, seguo l’Nba e gioco alla playstation. Parlando con il mio procuratore avevo espresso la volontà di venire via dall’Aston Villa, piacevo all’Atalanta, poi l’addio di Sportiello ha agevolato la cosa. Avevo voglia di tornare in Italia, ho giocato 20 partite, ma non mi sono trovato nel migliore dei modi. In estate l’ho scelto perché c’era una staff italiano, poi Di Matteo è stato esonerato e con il mister inglese ho continuato a giocare, ma non era come prima, il mio futuro lo vedo in Italia».

Spettatore nelle ultime due partite dalla panchina, ecco come l’ex numero uno veronese ha visto da fuori i suoi nuovi compagni e mister Gasperini. «È difficile dire che potremo arrivare a grandi obiettivi: sognare è una bella cosa e non fa mai male, mi sembra una squadra con una grande determinazione, una vera identità e non ha paura di giocare a calcio, un grande gruppo e una grande squadra. Il mister mi ha fatto un’ottima impressione, è uno staff di alto livello: ha dimostrato di essere un grande allenatore negli anni e di aver dato una grande identità a questa squadra».

Salutato Sportiello ecco un altro portiere di qualità a fare da spalla al numero 1 Berisha: Gollini non si accontenterà facilmente dello scomodo ruolo di numero 12 e ci sarà un’altra sana competizione tra due portieri. «La competizione è alla base dello sport, nel rispetto delle persone ed è uno stimolo in più: sono qua per mettermi in mostra e far vedere le mie qualità, è normale che mi voglia ritagliare più spazio possibile e ambisco un giorno ad essere il portiere titolare dell’Atalanta. Berisha è bravo, ha giocato in squadre importanti e la sua carriera parla da sé».

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