Atalanta in campo contro gli abusi in rete Il progetto per i ragazzi dai 6 anni in su

Atalanta in campo contro gli abusi in rete
Il progetto per i ragazzi dai 6 anni in su

Si chiama «Buoni comportamenti» ed è promosso con Ats e Questura di Bergamo.

Un percorso di formazione, che prenderà le mosse a gennaio coinvolgendo dirigenti e staff tecnico e da febbraio i genitori, rivolto a prevenire gli abusi in rete. L’Atalanta ha presentato nella mattinata di giovedì 5 dicembre all’Accademia Mino Favini di Zingonia il progetto «Atalanta Buoni Comportamenti», in collaborazione con Questura, Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo e cooperativa sociale onlus Specchio Magico.

Iniziativa che raccoglie il plauso dell’amministratore delegato, Luca Percassi: «Come club accompagniamo la crescita dei ragazzi dai 6 ai 18 anni, quindi dobbiamo assumerci le responsabilità del caso. Quando i nostri figli prendono in mano il telefonino dobbiamo vigilare». La pedagogista del settore giovanile Lucia Castelli spiega il senso del progetto: «Rientra in un accordo quadro con Ats e Regione Lombardia unendo salute, sport ed educazione per costruire una E Policy, una procedura regolamentata dell’utilizzo consapevole dei social network e della rete a tutela dei minori tesserati, circa il 90%, formando i giovani attraverso gli adulti». Massimo Giupponi, direttore generale di Ats Bergamo, rimarca il largo anticipo della sinergia rispetto alle intese internazionali: «L’accordo di luglio, che intende promuovere gli stili di vita sani, è stato seguito a ottobre dal protocollo tra la Fifa e l’Organizzazione mondiale sanità».

Intervenuto anche il vice questore di Bergamo Marco Cadeddu: «È un’occasione per reprimere e correggere attraverso la prevenzione i casi sempre più numerosi di abusi in rete, che ci vede già coinvolti nelle scuole. Nella formazione si fanno esempi pratici per far emergere il disvalore e le conseguenze di atteggiamenti spesso figli più della superficialità che di intenzioni cattive». Infine, il direttore di Specchio Magico, Rocco Briganti, ha sottolineato che «Preveniamo maltrattamenti e abusi, questo è un partenariato strategico al livello più alto centrato sulla corresponsabilità tra educatori e famiglie. Lo Slogan Fifa “Up to us” è anche il nostro».


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