Atalanta-Inter, riapertura a metà Senza tessera del tifoso, ma nelle tribune

Atalanta-Inter, riapertura a metà
Senza tessera del tifoso, ma nelle tribune

Niente tifosi ospiti, ancora limitazioni per l’accesso alle curve, ma via libera per la Creberg e la tribuna centrale.

Riapertura a metà per lo stadio «Atleti Azzurri d’Italia» in occasione del match di domenica 15 febbraio contro l’Inter. Se nelle partite precedenti con Palermo, Chievo e Cagliari l’accesso era consentito solo ai possessori della tessera del tifoso, per quella con i nerazzurri milanesi il prefetto Francesca Ferrandino ha deciso diversamente.

La maglietta esposta dai giocatori dell'Atalanta per la mancanza dei tifosi in curva durante la partita contro il  Cagliari

La maglietta esposta dai giocatori dell'Atalanta per la mancanza dei tifosi in curva durante la partita contro il Cagliari

L’accesso, ad eccezione del settore ospiti, sarà consentito ai residenti in provincia di Bergamo che abbiano chiesto ed ottenuto la tessera del tifoso anche in data successiva al 27 novembre scorso. È consentita la vendita dei soli tagliandi per i settori Tribuna Creberg e Tribuna centrale ai residenti nella sola provincia di Bergamo. Inoltre è fatto obbligo per la società Atalanta di sospendere la validità di carnet di biglietti e abbonamenti già rilasciati per l’accesso alle curve a tifosi non in possesso della tessera del tifoso.

Sulla decisione è arrivata la riflessione di Daniele Belotti, segretario provinciale della Lega, che in questo caso si firma «tifoso atalantino»: «In vent’anni di prefetti ne ho visti tanti, ma solo uno (la Cancellieri) è stato meritevole di stima - scrive -. A una considerazione così bassa però non ero mai arrivato. Oggi l’ennesima umiliazione a Bergamo da parte del vicerè imposto da Roma: per Atalanta-Inter ora si può entrare senza tessera, ma solo in tribuna coperta e in Creberg. Ecco perchè parlo di umiliazioni:
1) Si ripete ancora il doppiopesismo: a Roma e Lazio una partita con la curva chiusa, a Bg siamo alla sesta!;
2) La sola apertura delle tribune significa che chi vuole andare a vedere la partita deve per forza comprare i biglietti piú cari. È umiliante, in un periodo di crisi, verso chi non se lo può permettere. Es: adulto+bambino in curva 40 €; adulto+bambino in parterre creberg 55 €.
3) «Accesso a chi ha sottoscritto la Deacard dopo il 27/11». Visto che la tessera del tifoso è valida solo dopo il nulla osta della questura, significa che per poter accedere in curva domenica, uno deve per forza sottoscrivere la tessera venerdì (dal 27/11 era impossibile), aspettare che la questura controlli il nominativo e lo «carichi» nel sistema informatico, e sabato provare ad acquistare il biglietto. Se ci va sabato è impossibile che il controllo e l’inserimento venga effettuato in tempo per la partita. Una trafila degna della peggiore burocrazia borbonica.
4) Vuoi fare la tessera del tifoso? Costa 20 €, ma forse il prefetto questo non lo sa. E torniamo alle umiliazioni per chi non ha uno stipendio da vicerè (142.000 €).
5) La partita con l’Inter è una di quelle con più pubblico. Bisognava per forza aspettare il giovedì pomeriggio per decidere cosa fare? Costava troppo anticipare di qualche giorno? Questa più che un’umiliazione, è una presa in giro.
Nel frattempo il prefetto ha due milioni di affitto arretrato per il suo alloggio e i suoi uffici, fa attendere mesi ai sindaci per importanti appuntamenti e pensa solo alle bandiere da esporre nei municipi. Ce ne è abbastanza perchè i parlamentari, che trasversalmente hanno criticato il doppiopesismo ai danni di Bergamo e dell’Atalanta, sollecitino un cambio del prefetto, in attesa che questa antistorica figura borbonico-napoleonica venga cancellata una volta per tutte!».


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