Atalanta, Lecce vittima sacrificale
per il terzo posto e il brindisi per la Nord

Non ce ne voglia il Lecce se l’Atalanta ha due ragioni per accaparrarsi domenica pomeriggio l’intera posta in palio. Innanzitutto vincendo si blinderà anche al termine del settimo turno di Campionato il lussuoso terzo posto, l’equivalente del giro-Champions.

Poi prevalendo sull’undici pugliese si potrà orgogliosamente festeggiare l’inaugurazione della nuova curva nord realizzata a tempo di record (cinque mesi!). Altro che non aver ancora metabolizzato l’1-2 di martedì sera a Milano nel secondo round della competizione europea. Con testa e gambe, il Papu e soci devono rituffarsi nel campionato sullo standard degli ultimi due fantastici blitz di Roma (sponda giallorossa) e di Reggio Emilia contro il Sassuolo.

Non si pensi, comunque, ad un Lecce dimesso nel ruolo di vittima sacrificale in partenza. Certo l’undici di mister Fabio Liverani è appena sopra la zona salvezza (a braccetto con quattro club Milan compreso) ma i sei punti racimolati sono figli di un paio di successi entrambi in trasferta (3-1 con la Spal e 2-1 col Torino). Come dire avversari che lontani da casa trovano l’opportuna terapia per far male a coloro che hanno di fronte. Ma l’Atalanta è l’Atalanta che osa sventolare a destra e a manca cifre lì da vedere o meglio da invidiare: 13 punti frutto di 4 vittorie, 1 pareggio e una sconfitta; 15 reti totalizzate (2,5 la media partita) e 9 incassate.

Certo i nove gol raccolti nella porta nerazzurra non sono bazzecole per un team che da quattro stagioni sportive di fila mira in alto ma ricorrere al «non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca» è più che accostabile.

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