Giovedì 26 Dicembre 2013

Atalanta, mercato decisivo

E ora evitiamo cambi di ruolo

Stefano Colantuono

Siamo alla sosta, adesso si può ragionare di mercato. Sì, di mercato. La posizione dell’Atalanta l’ha ribadita il presidente Percassi: subito Benalouane terzino destro, per il resto avanti per quattro partite: Milan fuori, Catania e Cagliari in casa, Torino fuori. A quel punto, sarà il 26 gennaio, resteranno 5 giorni a fine mercato e vedremo come sarà la classifica e i trasferimenti delle avversarie.

Sì perché mai come in questa stagione il mercato potrebbe avere un peso significativo sulla stagione. A Natale due anni fa Cesena, Novara e Lecce erano già dietro. L’anno scorso Siena e Palermo erano già nei guai. La terza maggior indiziata di retrocessione era il Genoa, che ne è uscito con un mercato sontuoso. A oggi lì dietro c’è il Catania ma col calendario che fa sperare e un Livorno che ha qualcosa meno di tutti ma intende spendere.

Per il resto l’equilibrio è tale che anche un solo colpo giusto potrebbe cambiare la situazione. Immaginate se Cassano andasse alla Sampdoria, come da più parti si vocifera: le possibilità dei blucerchiati di uscire dai guai sarebbero ben maggiori.

Altro esempio: nel gennaio 2003 Atalanta e Reggina, presero rispettivamente Vugrinec dal Lecce e Bonazzoli dal Parma. Vugrinec non ha mai segnato, Bonazzoli ha fatto 7 gol trascinando i calabresi allo spareggio proprio con l’Atalanta di Finardi (subentrato a Vavassori), e a Bergamo ha segnato l’8° gol stagionale. Capito, l’uomo giusto a gennaio?

Poi un rapido ritorno ad Atalanta-Juventus 1-4 per ribadire un concetto che ogni gara conferma sensato: questa squadra deve giocare con il 4-4-2 (4-4-1-1). Domenica Colantuono, per provare a «smuovere» la partita, è passato al 3-4-1-2 che a quanto pare gli piace parecchio, ma che proprio non ci regala soddisfazioni. Beh, in pochi minuti la Juve ha chiuso il conto, e la partita è andata in archivio con una pesante sconfitta. Tra l’altro Colantuono ha azzardato la difesa a tre non con tre difensori di ruolo, ma proponendo in marcatura, a fianco di Stendardo, due centrocampisti: Cazzola a destra e Migliaccio a sinistra.

Diciamolo: affrontare Llorente e Tevez con Cazzola e Migliaccio nella linea difensiva ai lati di Stendardo non è esattamente quel che serve per farla franca. Facile dire che sono questi gli esperimenti da evitare per evitare contraccolpi negativi sul gruppo. Teniamo i giocato al loro posto, se appena possibile. E teniamo questo 4-4-2 che è la nostra più evidente via d’uscita dai possibili guai. Se ci complichiamo la vita da soli, tutto diventa più complicato.

Pietro Serina

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