Atalanta, Reja fa le carte al calendario: importante partire bene, dipende da noi

Atalanta, Reja fa le carte al calendario:
importante partire bene, dipende da noi

«Sì, dovremo cercare di partire forte, essere pronti, equilibrati, a posto. L’Inter alla prima può essere un vantaggio? Dipenderà molto da noi».

Pronti-partenza-via e veloci, ammette Edy Reja a calendario completato. L’Atalanta dovrà essere come Bolt, saetta dai blocchi, perché la carta del sorteggio canta. E dice che molto del destino nerazzurro si farà all’alba del campionato.

Subito l’Inter, da abbagliare a San Siro, sperando di trovarla ancora in balia delle abbuffate di mercato. Poi la pagnotta della concorrenza, in un filotto da cinquina: l’esordio al Comunale col Frosinone, il 30 agosto; a seguire Sassuolo, Verona ed Empoli, con i soli scaligeri a Bergamo. Un po’ più in là il Carpi, in casa il 18 ottobre. Conti alla mano, quattro incroci-salvezza nelle prime cinque giornate, cinque nelle prime otto, dalla matricola Frosinone alla matricola Carpi.

Reja durante il ritiro di Rovetta

Reja durante il ritiro di Rovetta

Quasi tutto subito, ma Reja parla di equilibrio e di «testa». Da caricare presto, per evitare di appesantirla poi. «C’è da partire bene, anche se io diffido sempre di quello che sembra a portata di mano. Il filotto dal Frosinone all’Empoli va sfruttato al meglio, dipenderà molto da noi, dalla condizione che avremo raggiunto tra un mese. Servirà quella migliore ma questo vale anche per l’esordio a San Siro contro l’Inter. Non so se trovare una grande subito sia meglio o no, so che dovremo essere a posto e questo dipende da noi. Su questo dovremo lavorare, perché da metà del campionato in poi il calendario si complica, soprattutto nella parte centrale. E anche il finale (contro Palermo, Chievo, Napoli, Udinese e Genoa, con i rosanero, il Napoli e il Genoa in trasferta nel girone di ritorno, ndr) è da considerare insidioso».

Morale: il tesoretto va accumulato subito. «Dai 7 ai 9 punti nelle prime cinque giornate? Dipenderà da come stiamo».


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