Giovedì 23 Gennaio 2014

Atalanta, se tornasse Padoin...

Toglierebbe spazio anche a Baselli?

I Simone Padoin

In prossimità della chiusura del mercato invernale (definitivo stop a fine mese) le voci sul ritorno in nerazzurro di Padoin vanno, quanto meno, prese in considerazione. Si sa, del resto, che l’ex atalantino dovrebbe lasciare, con molte probabilità, la Juventus dopo il paio di anni trascorsi alla corte di Antonio Conte che lo volle con fermezza proprio in occasione della riapertura delle liste invernali.

Di questi tempi, però, il suo impiego nel vincente scacchiere bianconero è diventato sempre più scarso. Da qui la messa in uscita del centrocampista con l’Atalanta che potrebbe essere interessata unitamente ad altre squadre di serie A.

A rendere possibile la fumata bianca (anche se in tema di trattative può accadere tutto e il contrario di tutto) sarebbero i consolidati buoni rapporti tra i direttori generali Pierpaolo Marino e Beppe Marotta.

Ma c’è di più. In ballo ci potrebbero essere le eventuali cessioni al club bianconero dei giovani ma già super richiesti Baselli e Zappacosta. Precisazione rigorosamente doverosa.: entrambi, comunque, si trasferirebbero in Piemonte soltanto nella prossima estate. Altra problematica da risolvere sarebbe l’entità dell’ingaggio da corrispondere a Padoin, non certo alla portata dei parametri certificati nei bilanci nerazzurri.

Ma in questi casi, spesso e volentieri, tra gli accordi contrattuali c’è l’intervento diretto della società che cede il giocatore in questione. Il rientro a Bergamo di Padoin riteniamo venga salutato dalla tifoseria in maniera più che positiva. Di sicuro e di colpo farebbe salire il tasso qualitativo dell’intero collettivo. Senza contare il dna del giocatore che verte, al di là dell’aspetto tecnico sul temperamento agonistico e sulla struttura morale. Una domanda, però, è lecita porsela. Non è che il suo arrivo possa togliere ulteriore spazio anche al citato Baselli che già deve fare i conti con un Cigarini, inamovibile o giu di lì? Problemi che sarebbero di esclusivo carico di Stefano Colantuono. Al riguardo è bene ricordare che non esiste allenatore che non privilegi l’abbondanza ad una rosa numericamente deficitaria.

Arturo Zambaldo

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