Atalanta, sogni infranti? Non si parli di debacle in Toscana

Atalanta, sogni infranti?
Non si parli di debacle in Toscana

Sogni da collocare, di colpo, mestamente nel cassetto? E ancora: diventa d’obbligo tenere ben monitorata la zona a rischio della graduatoria? No: ci va eccome di coniugare inalterato il livello del bicchiere mezzo pieno. Al di là del roboante passivo di Firenze, infatti, non si può parlare di debacle in Toscana.

Del resto si sono dovuti fare i conti con avversari meritatamente capolista e in grande spolvero (la settimana precedente avevano steso al tappeto (4-1 il risultato) addirittura l’Inter a Milano. Ci mancava, poi, alla impari sfida con i viola l’ episodio del rigore dopo appena quattro minuti dal pronti via e la conseguente inferiorità numerica per l’espulsione di Paletta, non uno qualunque. Insomma, partita segnata con viaggio di ritorno assicurato a digiuno di punti. Nettamente differenti le ambizioni delle contendenti di turno visto che il team di mister Paulo Sousa comincia a sussurrare ed a ragione il termine scudetto. Le sei partite d’inizio torneo, quelle cioè che hanno preceduto la trasferta di domenica sera, ci avevano indotto ad alzare inevitabilmente l’asticella. Provare a sostenere il contrario osservando un meritato sesto posto in graduatoria che la diceva lunga, lunga.

Adesso siamo noni mantenendo, comunque, una stuzzichevole nona posizione. Undici i punti sin qui blindati, otto i gol subiti e altrettanto incassati. Cifre che rafforzano la fiducia nei confronti di un complesso in cui qualità e quantità individuali appaiono rassicuranti. E guardando all’immediato futuro il calendario ci ricorda che dopo la sosta per la nazionale ospiteremo il Carpi. L’equivalente di discrete possibilità per mantenere se non migliorare l’attuale gustosa collocazione.

Il paio di settimane che separano l’ appuntamento con l’undici emiliano consentirà, peraltro, ad Edy Reja di oliare ulteriormente un gruppo consapevole, lui stesso, di ambire a traguardi superiori alla sola permanenza in serie A. La sconfitta allo stadio «Artemio Franchi», ribadiamolo senza alcun timore, va considerata come il classico incidente di percorso. Eterni ottimisti? Giudicate voi.


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