Atalanta, svolta Zapata a Bologna L’analisi della terza vittoria consecutiva

Atalanta, svolta Zapata a Bologna
L’analisi della terza vittoria consecutiva

Barrow ingabbiato dai difensori: quante palle perse. Duvàn spazia a tutto campo, tira, fa gol e spreca un solo pallone. L’analisi dei dati.

Un Bologna arcigno e chiuso ad oltranza, che si affida al lancio lungo e ripartenze, contro un’Atalanta che domina il campo in lungo e in largo con una serie infinita di passaggi, ma sterile sottoporta. Poi entra Zapata, e con il colombiano in campo, gli orobici svoltano. Aumentano la pericolosità, ed infilano la terza vittoria consecutiva. Ecco l’analisi del match.

Inzaghi, schiera il suo Bologna con il 5-3-2, che ha come obbiettivo quello di contenere l’attacco dei nerazzurri. Di contro gli risponde Gasperini con il 4-3-1-2, non modificando (almeno sulla carta) lo schieramento che ha ottenuto due vittorie consecutive. Sin dai primi minuti è evidente la densità difensiva del Bologna. L’Atalanta manovra ma non trova spazi. Nei primi minuti utilizza il tiro da fuori (4 volte nel primo quarto d’ora). A complicare ulteriormente le cose, arriva al 3° il gol di Mbaye. Da quel momento in poi i felsinei saranno ancor più prudenti non alzando mai le linee e affidandosi a ripartenze rapide e attacchi affidati a pochi elementi, che hanno come obbiettivo la finalizzazione (in modo da impedire una ripartenza rapida dell’Atalanta). Il ricorso al lancio lungo (saranno in totale 43 quelli tentati dai rossoblu), hanno per la maggior parte come obbiettivo Santander. L’ex Copenaghen vincerà 15 duelli aerei, mostrando anche una discreta tecnica con la palla tra i piedi. L’Atalanta di contro manovra molto (645 passaggi totali), cerca di allargare il gioco, ma è poco pericolosa, almeno fino all’inserimento di Zapata. Poi una volta trovato il pareggio, e con il colombiano che da vertice offensivo fa a sportellate con i centrali rossoblu, l’Atalanta trova la via del

raddoppio. Da lì in poi sarà l’Atalanta ad agire di rimessa contro un Bologna costretto ad allungarsi. Nel primo tempo il gambiano è il fulcro offensivo dei nerazzurri, ma sembra «leggero» in mezzo ai centrali rossoblu. Musa nei 45 primi di impiego non riesce mai a tirare in porta, perde 9 palloni (spesso male il primo controllo alla ), e vince solo 5 duelli dei 15 ingaggiati. Nella ripresa viene sostituito da Zapata. Il colombiano gioca molto nell’area avversaria, ed offre un’ottima prestazione, con 15 passaggi completati su 15, 4 tiri (di cui uno in porta) e

vince 9 duelli dei 23 tentati, offrendo anche una mano assai preziosa in fase difensiva. L’argentino nel corso della gara si è più volte spostato tra la sinistra ed il centro dell’attacco orobico, arretrando spesso la sua posizione sulla metà campo, Ha giocato un numero elevato

di palloni (63 passaggi tentati e 55 completati), ma la maggior parte dei quali lontano dalla porta avversaria. La poca brillantezza dell’argentino si evince dai soli 3 dribbling vinti sui 7 tentati e dai soli 3 tiri effettuati (nessuno dei quali nello specchio della porta). La tabella mostra il possesso palla per quarti d’ora di gioco( nella parte superiore),e l’aspettativa di gol (o XG) in base alla «pericolosità» dei tiri di Atalanta Bologna (nella parte inferiore). Il grafico mostra una superiorità evidente, nell’arco dei 90 minuti di gioco, del controllo palla degli orobici, al quale non è però seguita una pericolosità così evidente in fase realizzativa. i nerazzurri hanno scoccato 22 tiri, ma solo 5 sono finiti in porta (creando un’aspettativa di gol di 1,83). Il Bologna nell’arco della gara ha effettuato 10 tiri (di cui 4 in porta), risultando però ugualmente pericoloso (aspettativa di gol 1,86).


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Gianluca Besana

Classe 1970, appassionato di sport in generale, di calcio in particolare. Affascinato da sempre dalle statistiche legate allo sport. Allenatore di basket FIP e Match & Data Analyst di calcio. Mi sono formato ad un corso organizzato da Gianvito Piglionica (Team Analyst Fifa & Uefa). Collaboro con L’Eco di Bergamo da due anni. Nutro una stima smisurata per Marcelo «el loco» Bielsa, del quale mi piace ricordare sempre una frase : «Per me, la fiducia è sinonimo di relax. Io preferisco la paura, perché ti costringe a stare sull’attenti».

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