Domenica 18 Maggio 2014

Atalanta, turno finale ininfluente

Ma i giovani sono da incoraggiare

Il rigore trasformato da Bergessio nel recupero
(Foto by Magni Paolo Foto)

A chi poteva interessare il risultato di Catania? A noi gran poco o forse meglio zero totale. Il lusinghiero undicesimo posto in classifica sarebbe stato, in ogni caso salvaguardato, idem per il record di punti che non rappresentava un grande obiettivo .

Lo stesso mister Colantuono, del resto, se avesse voluto sbancare il «Cibali» si sarebbe affidato a quei titolari, tuttora, disponibili che lungo il campionato hanno collezionato un bottino finale invidiato da qualsiasi club provinciale e, magari, non solo.

Invece, ragionevolmente, ha inserito un bel po’ di giovani di belle speranze, compreso il Primavera Caldara. Parliamoci chiaro: pure nell’irrazionale mondo del calcio il più delle volte non è possibile pretendere la botte piena e la moglie ubriaca.

E a Catania l’antico detto ha trovato ampia conferma. Non è, quindi, il caso di arricciare il naso nemmeno al pensiero che si è perso contro una squadra già retrocessa. Prendiamo, invece, per buono le sufficienti prestazioni dei vari Kone, Bentacourt e Caldara. Discorso a parte su Sportiello sul quale possiamo affidarci a occhi chiusi sin dalla prossima stagione. Specie se, come sembra, il richiesto Consigli dovesse lasciare Bergamo per approdare in squadre più blasonate.

Altri spunti l’Atalanta osservata in Sicilia non ne ha offerti tranne le conferme legate ai rendimenti dei titolari inamovibili. Giusto, secondo noi, la promozione al pronti via, di Brienza quale gratitudine per la storica prodezza in occasione del gol vincente al novantaseiesimo di gioco contro il Milan. Infine doverosi applausi ai quindici tifosi che hanno raggiunto Catania pur consapevoli dell’ininfluente verdetto.

Arturo Zambaldo

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