Lunedì 17 Febbraio 2014

Basket, Mattioli dopo l’elezione:

«Meritavo maggiori consensi»

Alberto Mattioli

Sempre più vulcanico o se si preferisce un fiume in piena il settantenne (portati, comunque, benissimo) Alberto Mattioli, il giorno dopo l’elezione a presidente del Comitato lombardo della Federbasket, il primo in assoluto su scala nazionale in virtù degli oltre 35.000 tesserati.

Mattioli, si aspettava di superare di 84 voti lo sfidante Giuseppe Ventre, pure lui bergamasco? «Pensavo di avere un maggior numero di consensi visto i miei oltre 40 anni di vita dedicati con impegno e passione alla pallacanestro. Evidentemente qualcuno, durante la campagna per la recente corsa al vertice, ha cercato di mettermi il classico bastone tra le ruote».

Questo perché? «Preferisco tenermelo dentro. Mi limito a dire che chi non mi ha votato deve aver dimenticato, tra l’altro, che nel ruolo di capo delegazione degli azzurri ho conquistato medaglie d’oro, d’argento e di bronzo nelle rassegne mondiali. Senza contare che ho creato dal nulla il basket a Treviglio cominciando dai Salesiani e trainandolo in serie B. È forse troppo poco?».

Ha parlato di Treviglio. I 1.123 spettatori di media-partita del PalaFacchetti sono leggermente superiori al migliaio già presenti negli anni ’80 sugli spalti dello storico “Zanovello”. Non le sembrano cifre riduttive rispetto alla categoria di appartenenza? «In effetti sì. I sacrifici economici dei soci dell’attuale Blubasket meriterebbero, infatti, 400 paganti in più. E meno male che lo zoccolo duro resiste a meraviglia».

Spostandoci a Bergamo? «Da apprezzare molto lo slancio che sta dando, dalla scorsa estate, Massimo Lentsch, numero uno della Comark spa. In parole povere ma forti e chiare, Lentsch ha rianimato la Virtus non solo con investimenti finanziari di spessore ma ha ricreato grande entusiasmo. Conoscendo, poi, il personaggio, c’è da credergli sino in fondo che voglia riportare il basket d’élite nel capoluogo a passi da gigante. Del resto Lentsch, in città, ha avuto predecessori operativi illustri a capo di club dalle variegate entità».

Come ha trascorso il pomeriggio di domenica, una volta appresa la notizia del suo nuovo incarico?

«Mi stupisco che me lo domandi. Sono ovviamente corso subito alla stazione per prendere il treno diretto a Treviglio. Arrivato a destinazione ho raggiunto il “Pala Facchetti” dove ho assistito alla convincente vittoria della Remer sul Ferrara, secondo in classifica. Quando l’altoparlante ha dato notizia della mia nomina sono stato ricoperto da una marea di applausi e di complimenti. Miglior riconoscimento, dalla mia Treviglio, non potevo proprio auspicare».

Arturo Zambaldo

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