Benemerenze, al Coni 45 campioni
«Le coppe si vincono in allenamento»

«Le coppe si vincono in allenamento, si va in gara solo per ritirarle». Con questa massima che l’adorato papà Marcellino amava ripetere alla figlia Lara Magoni, delegato provinciale Coni e padrona di casa lunedì sera presso la Casa dello Sport in città, si è aperta la cerimonia di consegna delle benemerenze assegnate dal Comitato Olimpico Nazionale agli sportivi bergamaschi per l’anno 2016.

Benemerenze, al Coni 45 campioni «Le coppe si vincono in allenamento»

Alla presenza del rappresentante del Prefetto Angela Pettorusso, del Generale della guardia di Finanza Virgilio Pomponi affiancato dal Colonnello Mario Salerno comandante delle Fiamme Gialle provinciali, il prestigioso appuntamento ha visto sfilare sul palco ben 45 tra atleti, tecnici e dirigenti premiati sia per i risultati sportivi che per l’impegno dimostrato «per il bene dello sport» per dirla con le parole dell’ospite a sorpresa, Oreste Perri, pluriridato del canottaggio e oggi presidente regionale dello sport italiano.

«È una grande emozione consegnare queste onorificenze – le sue commosse parole – è un riconoscimento ed un ringraziamento a chi è portatore dei valori dello sport e che ha aiutato la società a crescere perché i ragazzi emulano i campioni e così facendo praticano l’attività sportiva, un bene fondamentale nella crescita. Certo vince uno solo, ma l’importante è arrivare ad essere pronti ad affrontare la vita: rispetto delle regole e dell’avversario, lealtà, fatica… lo sport è maestro in una società che ha sempre più bisogno di punti di riferimento chiari e precisi, e gli sportivi lo sono. In questa sala vediamo non solo atleti, ma anche dirigenti e soprattutto mamme e papà e tanti volontari che donano il proprio tempo libero per il bene dei ragazzi».

«Normalmente la consegna delle medaglie d’oro avviene a Milano - così Lara Magoni – ma noi siamo riusciti a portare la regione a Bergamo invitando qui il Presidente, un onore che mi riempie di gioia. Quarantacinque riconoscimenti e in tante discipline diverse – prosegue l’ex slalomista – sono la conferma che la nostra provincia è sempre tra le migliori. Significa che alla base ci sta un ottimo lavoro delle federazioni e associazioni tutte, con sacrifici che vengono ripagati da queste bellissime benemerenze. Una vittoria comune e condivisa perché i cerchi olimpici ci hanno insegnato che insieme si vince».

Un divertente siparietto all’assegnazione della Palma di bronzo a Mario Pasotti, con la Magoni che dà voce ai pensieri delle tante signore presenti chiedendogli la prossima volta di portare il figlio Giorgio il cui fascino viene subito offuscato dal marciatore Matteo Giupponi cui fa da contraltare quello della pattinatrice Nicole Della Monica, mentre un applauso commosso è stato mandato a Claudia Cretti che, assente giustificata ma in straordinaria ripresa dal grave incidente dell’ultimo giro rosa, si dimostra la beniamina dei presenti. «A 37 anni mi diverto ancora a fare fatica, spero di essere un esempio per i giovani», così il fondista Fabio Pasini cui fa eco un emozionato Pietro Zacchetti, il più maturo tra i premiati (classe 1938), stella di bronzo per l’impegno tra gli arbitri del calcio «Un premio che dovrei fare a metà con mia moglie. Da volontari si ruba il tempo alla famiglia e le mogli spesso pagano le conseguenze della nostra passione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA