Comark, Ciocca nuovo coach Ufficialmente solo da venerdì

Comark, Ciocca nuovo coach
Ufficialmente solo da venerdì

«Scusate il ritardo». Così diremmo ai tifosi della Comark se fossimo Cece Ciocca, l’allenatore bergamasco che sostituirà Alessandro Galli sulla panchina del team cittadino.

Ciocca, infatti, era stato lì lì per dirigere dalla panchina la Comark l’estate scorsa ma poi di colpo il tutto svanì nel nulla. L’ingaggio del coach verrà comunicato ufficialmente solo venerdì a mezzogiorno nella conferenza stampa al Kilometro Rosso, sede della Comark spa.

Il suo arrivo, voluto e trattato personalmente dal presidente Massimo Lentsch è garanzia delle concrete ambizioni della squadra a partire dal prossimo campionato (secondo di fila in B). È il caso di ricordare che Ciocca, 50 anni appena compiuti, «allevato» come tecnico da Clay Insogna, ha allenato per anni Treviglio in B d’eccellenza per poi gestire altri quintetti, nel nord e centro del Paese della serie cadetta. Da un paio di anni ha diretto con buoni risultati il Pordenone, incluso nel medesimo girone della Comark nella passata stagione. Dotato di forte personalità e altrettanta comunicativa sa gestire umanamente e sotto il profilo tattico i giocatori a lui affidati.

Inoltre ha sempre avuto una particolare dedizione nei confronti del vivaio facendo maturare al meglio un discreto numero di baby. Ciocca prenderà, come detto, il posto di Galli al quale non è stato rinnovato il contratto dopo dodici mesi di permanenza a Bergamo. Riteniamo che la dirigenza non abbia ritenuto soddisfacente il settimo posto finale conseguito, in regular season, dalla squadra. Posizione che aveva, in ogni caso, garantito l’accesso ai playoff e il successivo passaggio al secondo turno superando la seconda classificata Udine.

Novità in vista anche per quanto riguarda il direttore sportivo, ruolo che verrà difficilmente affidato di nuovo a Sergio Zonca. Se ne saprà, tuttavia, di più in conferenza stampa: il comunicato inviato ai media si limita a precisare «per comunicazioni importanti»...

Arturo Zambaldo


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