Giovedì 12 Giugno 2014

Come Forrest Gump ma per il «Che»
Bazzana 100 km per 100 giorni

Lucio Bazzana con la bandiera del «Che»

Curno. Sullo sfondo vedi Città Alta, ma è un’altra la cartolina che Lucio Bazzana vuole spedire: «Dall’ignoto, oltre le mille miglia non sono mai andato. Mi sto avvicinando passo dopo passo, e vediamo che c’è».


Step by step, questo cinquantanovenne ultramaratoneta di Longuelo ha «virtualmente» stabilito il primato italiano dei 1.000 chilometri su pista (8 giorni, 23 ore, 7 minuti e 2 secondi). Ha iniziato a correre a mezzogiorno in punto del 30 maggio, punta a farlo senza interrompersi nemmeno un giorno sino al 7 settembre: in mezzo il sogno di coprire una distanza superiore a 9mila chilometri e un domandone. «Quanto può percorrere l’homo sapiens sapiens del 2014?», si trova scritto su un cartello a bordo pista, a fianco del quale Bazzana sfreccia mediamente 280 volte al giorno (tanti quanti i giri di pista che percorre). Un giorno va a sinistra, l’altro a destra, e pazienza se a uno che corre con un cappellino di Che Guevara in testa - e lo fa proprio per il «Che» - quel senso di percorrenza rischia di far venire una labirintite: «Come quell’altro detto, “barcollo ma non mollo” - continua in uno dei rari momenti di pit stop, in genere attorno a mezzogiorno -. È quello che si addice alle vicissitudini degli ultimi giorni».

Già, la sua quotidianità sono mediamente fra le 15 e le 16 ore di attività fisica (corsa o camminata veloce) «spalmabili» nei momenti che preferisce. Spesso di giorno, sino a che colonnina di mercurio e umidità non consumano troppo in termini di energie. A volte pure la notte, giocoforza quando la pista di atletica è impegnata per altre attività.

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