Contador conquista il Giro d’Italia Aru secondo e con un futuro roseo

Contador conquista il Giro d’Italia
Aru secondo e con un futuro roseo

Alberto Contador ha conquistato la 98ª edizione del Giro d’Italia, suo secondo successo dopo quello del 2008. Con lo spagnolo della Tinkoff-Saxo salgono sul podio finale i corridori dell’Astana Fabio Aru (a 1’53”) e Mikel Landa (a 3’05”).

Aru - protagonista in montagna con due vittorie consecutive a Cervinia e al Sestrière - è un ex bergamasco d’adozione che da dilettante correva nella Palazzago e abitava a Ponte San Pietro. Aru, 24enne, ha vinto la maglia bianca riservata ai giovani. Sicuramente lo attende un futuro roseo.

La felicità di Aru sul Sestrière

La felicità di Aru sul Sestrière

La 21ª e ultima tappa, 178 km da Torino a Milano, è stata vinta dal belga Ilijo Keisse (Etixx-QuickStep), dopo uno sprint a due con l’australiano Luke Durbridge (Orica GreenEdge). Giacomo Nizzolo (Trek Factory Racing) ha indossato la maglia rossa della classifica a punti.

Tre i bergamaschi doc in corsa: se Enrico Barbin si è ritirato, Gianfranco Zilioli si è classificato in 71ª posizione con un ritardo di 3h34’29”, mentre Davide Villella ha concluso le sue fatiche in 78ª posizione con un distacco di 3’h57’09”.

Gianfranco Zilioli

Gianfranco Zilioli

Davide Villella

Davide Villella

Contador (che ha vinto 7 grandi Giri: 3 Vuelta, 2 Tour de France e due Giri d’Italia; nel suo carnet anche un Giro e un Tour persi per storie di doping) si è imposto grazie a un dominio sostanziale, ma non straripante, e senza vincere tappe. Ha indossato per la prima volta la maglia rosa il 12 maggio, dopo la 5ª frazione, da La Spezia all’Abetone, mollandola solo per un giorno al rivale Aru, il 22 maggio, alla vigilia della maxi-cronometro Treviso-Valdobbiadene. Sabato 23 maggio se l’è presa di nuovo e non l’ha mollata più.

Rispetto al Giro 2014 (affermazione del colombiano Quintana) è cambiato poco ai vertici del Giro, solo il padrone. La sensazione che l’esito della corsa rosa fosse già scritto è divenuta ben presto realtà. Nessun tira e molla, insomma, come invece era accaduto nel 2012, ai tempi del duello serrato fra Hesjedal e Rodriguez, fino all’ultimo secondo.


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