Gasperini: Pasalic non è pronto a giocare dal primo minuto ad Haifa

Gasperini: Pasalic non è pronto
a giocare dal primo minuto ad Haifa

La conferenza stampa di mister Gasperini e di Toloi da Haifa. «Il risultato con il Sarajevo è stata un’eccezione».

«Pasalic non è ancora in grado di giocare dall’inizio, anche se stavolta è disponibile». Alla vigilia dell’andata del terzo turno di qualificazione di Europa League al Sammy Ofer Stadium contro l’Hapoel Haifa, Gian Piero Gasperini parla con un’idea ben chiara in testa: «squadra che vince non si cambia». Forse per undici undicesimi, perché del 3-5-2 virante a 3-4-1-2 di Sarajevo rimarrà anche il ’97 Pessina, promosso a pieni voti dal tecnico dell’Atalanta. Che ha un solo monito per i suoi: «Nel calcio europeo c’è molto equilibrio e il risultato di Sarajevo è stata una casualità – avverte Gasperini –. L’8-0 è stato figlio anche di un calo psicologico degli avversari. Abbiamo studiato l’Hapoel e abbiamo constatato quanto siano combattuti anche i preliminari: una gara da interpretare con molta attenzione e concentrazione. Difficile fare un paragone tra le due squadre, si tratta di campionati molto diversi». Davanti, Barrow come prima punta e il solito Gomez: «Lui è un giocatore molto importante nel nostro gioco d’attacco, come Toloi e gli altri difensori lo sono in difesa. Il Papu segna e fa assist: un elemento di valore internazionale». Una sola assenza di peso nelle file dei nerazzurri: «Ilicic purtroppo è ancora fermo».

L’allenatore dei bergamaschi evita di esprimersi sul possibile ostacolo nei playoff, che sarebbe l’ultimo prima di scollinare nella fase a gironi: «Pensare di poter pensare già al turno successivo è molto pericoloso, non dico chi preferirei tra CSKA Sofia e Copenaghen», prosegue. L’Atalanta dovrebbe essere confermata per dieci undicesimi rispetto all’ottovolante del «Ferhatovic»: Berisha in porta, trio arretrato Toloi-Palomino-Masiello, Hateboer e Gosens sulle fasce, de Roon e Freuler interni e il croato dietro Barrow-Gomez. Quanto alla difesa, che i cronisti israeliani hanno definito in pratica orfana di Caldara («Mattia è finito in una big, anzi in due, prima la Juve e poi il Milan, ma l’impianto è rimasto lo stesso», le parole del Gasp), parola a Rafael Toloi che ha affiancato il suo mentore della panchina nella press conference: «Dobbiamo stare attenti a non prendere il contropiede o comunque occasioni sulle palle in uscita, cosa che c’è capitato in casa contro il FK Sarajevo», ha ammonito l’italobrasiliano. Che ha scelto di dare un calcio alla scaramanzia: quando è stato lui ad aprire le marcature, sono arrivati 1-1 ed eliminazione ai sedicesimi di finale nella scorsa edizione contro il Borussia Dortumund e un altro pari, il 2-2 sempre al Mapei Stadium contro i bosniaci: «Se avessi la possibilità di segnare di nuovo, mi andrebbe benissimo».


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