Giro d’Italia 2016, il via in Olanda Passerà nella Bassa il 25 maggio
Alberto Contador, vincitore del Giro d’Italia 2015

Giro d’Italia 2016, il via in Olanda
Passerà nella Bassa il 25 maggio

Presentata lunedì 5 ottobre all’Expo di Milano, la corsa rosa di Rcs Sport-La Gazzetta dello Sport muoverà i primi passi nella regione del Gelderland, in Olanda, con una crono individuale di 9,8 km ad Apeldoorn: la prima tappa scatterà dall’interno del celebre velodromo.

A seguire altre due frazioni in terra olandese, da dove il Giro partirà per la terza volta nella storia (l’ultima nel 2010). Catanzaro è il punto più a sud dello Stivale: dalla città calabrese, il 10 maggio, la corsa ripartirà per puntare verso Torino.

Quest’anno tornerà il Colle dell’Agnello che, con i suoi 2.744 metri d’altezza, sarà la «Cima Coppi» della 99ª edizione. La mitica montagna verrà scalata nel corso della 19ª tappa, da Pinerolo a Risoul (Francia), il 27 maggio. La 18ª e anche la 19ª tappa sconfineranno in Francia. La 13ª frazione, in programma il 20 maggio da Palmanova a Cividale del Friuli, ricorderà il terremoto del 1976.

Prima del battesimo olandese del Giro d’Italia 2015 erano state 11 le partenze della corsa rosa dall’estero. Nel 1965: Repubblica di San Marino (con vittoria finale di Vittorio Adorni); 1966: Principato di Monaco (Gianni Motta); 1973: Verviers (Eddy Merckx); 1974: Città del Vaticano (Eddy Merckx); 1996: Atene (Pavel Tonkov); 1998: Nizza (Marco Pantani); 2002: Groeningen (Paolo Savoldelli); 2006: Seraing-Liegi (Ivan Basso); 2010: Amsterdam (Ivan Basso); 2012: Herning (Ryder Hesjedal); 2014: Belfast (Nairo Quintana).

L’arrivo finale a Torino non è novità assoluta: il Giro d’Italia si concluse nel capoluogo piemontese già nel 1982, quando vinse il francese Bernard Hinault, in trionfo dopo la Pinerolo-Torino.

Il 99ª edizione del Giro d’Italia passerà anche dalla Bergamasca, nella Bassa, nel corso della 17ª tappa che da Molveno arriverà a Cassano d’Adda mercoledì 25 maggio per un totale di 196 km. Non si hanno ancora i dettagli del percorso delle singole tappe, ma presumibilmente i corridori - in arrivo dal Bresciano - percorreranno la strada Padana superiore entrando nella Bergamasca a Calcio, e dopo essere passati da Caravaggio e Treviglio, arriveranno a Cassano.

Quanto alle montagne,il primo arrivo in salita è previsto all’Aremogna, sopra Roccaraso (L’Aquila). Rotto il ghiaccio, il Giro diventerà durissimo, con un tracciato più che mai affascinante. Come la crono individuale nelle terre del Chianti (9ª tappa): da Radda a Greve (Firenze), poco più di 40 chilometri su un percorso suggestivo, da affrontare tutto d’un fiato. Scalatori ancora protagonisti dopo il secondo giorno di riposo, il 17 maggio, nella Campi Bisenzio (Prato)-Sestola (Modena). Da Palmanova a Cividale verranno affrontati cinque passi, fra i quali il Montemaggiore.

Il tappone alpino, da Alpago a Corvara, proporrà in un colpo solo Pordoi, Sella, Gardena, Campolongo, Giau, Valparola; cinque passi superano i 2 mila metri, solo il Campolongo si trova più in basso (quasi 1.900 metri). Questa tappa ricalca, nella sua quasi totalità, la Maratona dles Dolomites, gran fondo italiana che quest’anno celebra il trentennale. Per chi ne avrà ancora l’indomani (22 maggio, 15ª), è in programma la cronoscalata da Castelrotto all’Alpe di Siusi, a quota 1.844 m. Il terzo giorno di riposo verrà accolto come manna dal cielo dai corridori che, nell’ultima settimana, si giocheranno tutto. Il gran finale andrà in scena sulle Alpi occidentali, in Piemonte.

A quel punto, ci sarà spazio solo per i verdetti. Da Muggiò a Pinerolo verrà scalato il Pra Martino, il 27 toccherà al Colle dell’Agnello: con i suoi 2.744 metri è la ’Cima Coppi’ del Giro 2016. Verrà affrontato prima dello sconfinamento in Francia, a Risoul. La penultima tappa proporrà tre passi a oltre 2 mila m.: Col del Vars, La Bonnette, Colle della Lombarda, e un traguardo in quota, a Sant’Anna di Vinadio, quindi gran finale da Cuneo a Torino. Si prevede una corsa equilibrata, per scalatori, ricca di trasferimenti e, rispetto al 2015, con un Nibali in più. È lui l’uomo da battere


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