Hateboer guarda già all’Europa «Il mio obiettivo? Essere titolare»
Pesic e Hateboer

Hateboer guarda già all’Europa
«Il mio obiettivo? Essere titolare»

Due stranieri per chiudere la stagione con gli appuntamenti allo store atalantino. C’è voglia di festa tra i tifosi presenti e di conoscere più da vicino il laterale Hans Hateboer e l’attaccante Alexsandar Pesic.

Hans Hateboer è una delle sorprese di questa seconda parte della stagione, il vice Conti che ha dimostrato di saper prendere il posto del giovane atalantino, ora ambito da tantissime squadre di grande livello. «È stata una grande stagione, ho saputo che era da tanti anni che l’Atalanta non arrivava in Europa: per la società, i giocatori e i tifosi è stato un grande traguardo. Da quando sono arrivato ho capito che era difficile entrare tra i titolari: ho lavorato bene per guadagnarmi questa opportuità, ne ho giocate 3 dall’inizio e altre nel corso dell’anno. L’anno prossimo l’obiettivo è far parte degli 11 titolari, poi dipenderà da chi viene e chi va, voglio migliorare dal punto di vista tecnico e giocare in Europa».

«Conti ha fatto 8 gol, siamo simili, poi dipenderà dal mercato, ma abbiamo già giocato insieme a Roma, lui a sinistra e io a destra. Posso giocare anche a sinistra, ma ho fatto anche il centrale, non è un problema, quando c’è l’opportunità di giocare lo faccio ovunque».

«In Europa con la mia ex squadra eravamo tra le più piccole, era importante quella competizione per crescere: non c’è differenza tra Serie A ed Europa League. È importante finire vincendo con il Chievo: possiamo raggiungere il 4° posto e regalarla anche a Migliaccio e Raimondi per l’ultima partita in nerazzurro.

«È presto per parlare di futuro, mi piacerebbe rimanere a Bergamo, qua non manca nulla, dallo staff, alla società, ai tifosi ad una città piccola ma bellissima - sono le parole di Pesic-. Abbiamo battuto tanti record perchè non arrivare 4°? Mi piacerebbe giocare almeno 20 minuti con il Chievo, magari realizzando un gol. Per me è stata una stagione difficile, ma sono soddisfatto di aver fatto parte di un gruppo che ha raggiunto l’Europa».


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