Il Chievo è avversario tosto, Reja:
«Dovrà essere un’Atalanta aggressiva»

Brutta gatta da pelare per l’Atalanta a 4 giornate dal termine. Al Comunale arriva il Chievo Verona alle 15, dopo le polemiche sul divieto ai non possessori della tessera del tifoso di assistere alla partita in Curva Nord, che ha scaldato le ultime ore.

Il Chievo è avversario tosto, Reja: «Dovrà essere un’Atalanta aggressiva»
Edy Reja

Mister Reja si concentra solo sul campo e pensa ad un avversario tosto, che con la vittoria dell’andata diede il via al periodo nero dei bergamaschi. «Dobbiamo avere alta considerazione per una squadra che sta facendo benissimo: robusta dal punto di vista fisico, bene dietro e a metà campo e dovremo stare attenti sui calci piazzati, dove sanno metterti in difficoltà. Dovremo essere attenti e molto aggressivi, sulla linea delle gare precedenti in casa: sanno chiudersi bene e ripartire con le punte e l’uomo che sa giocare tra le linee. Dobbiamo stare attenti, non dobbiamo sbagliare niente, ne per comportamento ne per atteggiamento, ricordiamoci dell’andata, in parità numerica non l’avremmo persa».

I due pareggi in rimonta hanno lasciato qualche rimpianto di troppo nelle ultime due partite, per un discorso che poteva già essere chiuso. «Un po’ d’amaro in bocca c’è, potevamo chiudere le partite: domani dobbiamo muovere la classifica, non possiamo avere battute d’arresto, ma l’importante sarà comunque non perdere. Non bisogna fare i conti, mancano poche battute, non dobbiamo abbassare la guardia: pensiamo alla squadra, non cerchiamo colpi perché loro ti sanno mettere in difficoltà”. In ottica formazione mister Reja non si è sbilanciato: tornano Masiello e Kurtic, Borriello dovrebbe essere ancora il titolare all’attacco, appoggiato da Diamanti. «Diamanti può metterli in difficoltà, se sta bene può far pendere l’ago della bilancia. Abbiamo tante possibilità, lui si può adattare in tanti posti: sull’ala no, ma a Palermo non ha giocato da ala, non gli dico di rincorrere il terzino perché non è il suo compito».

Uno sguardo anche al futuro infine, rimandato però a obiettivo raggiunto. «Non ci si accontenta mai dell’oggi e si guarda al futuro. Noi dobbiamo saltare fuori da questa situazione, prima raggiungiamo la matematica salvezza e poi si parlerà di futuro».

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